Io ce l’ho graduato

Per i ragazzini l’argomento è ancora tabù, il preservativo si usa e non si usa, si compra se è l’unico modo per portarsi a letto la biondina della terza B, si tiene nel portafoglio per un anno e mezzo e quando arriva il momento di fare i brillanti è ormai rinsecchito peggio di un mascara aperto nell’87.

Gli uomini della mia generazione, invece, ovvero quelli che hanno vissuto lo spauracchio dell’alone viola delle pubblicità progresso e avuto abbastanza fidanzate rompiballe, sanno che il preservativo lo devono usare se si ritrovano per le mani un rapporto occasionale, se non hanno mai avuto il coraggio, la voglia o l’esigenza di fare un test dell’HIV, e se vogliono darci l’illusione di essere dei maschi adulti e consapevoli delle proprie responsabilità.
Il problema è che in Italia i preservativi costano ancora un’esagerazione. L’uomo e la donna tecnologici, allora, fanno ricorso ad internet, dove comprano scatoloni interi di preservativi di marca a poco più del prezzo di una singola confezione di quelli dell’Esselunga.
Così, mentre si cerca in rete l’opzione più economica, ci si imbatte in invenzioni come questa.

La cosa più interessante di questa scoperta sono le domande che corredano il lancio del preservativo: quanto misura il mio pene? È più piccolo o più grande di quello del mio prossimo? Le misure contano?

Dubito che un uomo arrivato ad un’età che giustifichi l’esigenza d’infilarsi un preservativo, piuttosto che farne palloncini, non si sia già misurato il pisello con tutti i mezzi a disposizione: righello, squadra, bolla e metro da sarta della mamma, e mi chiedo in quale situazione ci si debba trovare per poter indossare un preservativo con l’unico scopo di fare a gara con il nostro “vicino” a chi ce l’ha più lungo.

A cosa serve realmente un preservativo graduato?
Non ho trovato nessuna risposta sensata se non che sia stato inventato per creare in noi donne una speciale ansia da prestazione da deep throat, della serie “ehi, baby, fammi vedere quanto sai andare a fondo della questione”.
D’altra parte, per convincerci a non stancarci nella sperimentazione, il prodotto è stato realizzato anche nei gusti lime, ciliegia e banana.
La cosa alla fine si rivela interessante, anche perché disegnare tacche con l’uniposca sul membro eretto del nostro amato amante potrebbe non essere molto pratico.

Fatte queste considerazioni, ci tengo comunque a dare il mio parere rispetto all’annoso problema “le dimensioni contano?”:
sì, tesoro, se hai un pene al di sotto dei 5 cm. Voi altri mettetevi il cuore in pace.

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