Pulpiti e piedistalli

Messaggio per uomini e donne stolte che cercano nell’altro la garanzia della propria unicità: non menatela con il piedistallo, non menatela con il primo posto, non proiettate all’esterno la vostra voglia di diventare la Venere di Milo, incolpando poi l’altro perché all’improvviso sono cadute le braccia (e le balle) della vostra relazione.

E comunque sappiate che essere messi su un piedistallo è una sensazione gratificante per i primi 60 giorni, poi vengon le vertigini, i crampi, si fanno i passetti sul posto come i militari e oddio oddio voglio scendere. E allora finisce che si salta giù, a costo di spaccarsi una gamba. E, guarda un po’, ce la si spacca quasi sempre.

La perfezione non esiste, figuriamoci il paradiso delle relazioni.

Abbandonate dunque il piedistallo e le aspettative insane e pretendete piuttosto uno sgabello, che tra l’altro viene comodo molto più spesso. Potrete pulire meglio i vetri, recuperare da sole lo zucchero, farvi guardare sotto la gonna, saltare con i tacchi sullo scafoide di qualcuno (perché anche noi sagge, ogni tanto, si può perdere l’equilibrio).

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