Sirene senza voce

Agent Provocateur raramente sbaglia. Ci ha abituati, per pubblicizzare i propri prodotti, a video di qualità, con testimonial esclusive, registi sublimi, ambientazioni e montaggi moderni.
Questa volta il tema trattato è senz’altro uno dei più sensuali. E non solo a mio parere, e non soltanto perché si parla di sirene, ma soprattutto perché si parla di ragazze sott’acqua e c’è tutta una scuola di fotografi e videomaker che si è dedicata a riprendere la bellezza underwater, per cui diciamo che, scoperto che Agent Provocateur aveva affrontato l’argomento, mi sono predisposta a vedere il video già con gli occhi annacquati e certa di finire con un sospiro.

E invece no. Una volta che si ha la possibilità di affrontare il tema, e farlo con i soldi, A.P. se la brucia per intero, proponendo un video piatto, dalla fotografia rarefatta e spenta (sì, sì, è una scelta stilistica: prima andava di moda il super contrastato, ora si è tornati al filmino anni ’70 e alle dissolvenze incrociate) e anche le modelle che possiamo definire, senza tema di smentita, tra le più grandi gnocche viventi, qui risultano sciape e senza carne, incollate sul fondale dello studio, quando uno vorrebbe vedere la giungla vera.
Insomma, hanno preso una bella idea e ne hanno fatto un video così così, più simile all’incontro con le sirene di Abatantuono in “Attila Flagello di Dio” che a tutto quello che ci si poteva aspettare (e ottenere).
E io, dopo esempi come questo, questo o questo, non glielo voglio perdonare.

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