La dancehall mi ha rotto il c***o

 
Giamaicani. Gente strana. Gente che non riuscendo a bissare il successo di un genere musicale, e non sapendo più come sfogare la frustrazione di dover girare per strada con una pistola, s’inventa cose come il daggering.

Dicesi daggering la deriva hard che hanno preso alcuni balli già definiti dry sex, ovvero quelli dove è previsto uno strusciamento considerevole degli organi genitali e la simulazione di un atto sessuale. Il tutto avviene ballando vestiti (vestiti come ci si veste per ballare la dancehall in Giamaica, cioè praticamente nudi), da lì l’aggettivo dry.

La notizia in sé non sorprende: le giamaicane mai si sono esentate dallo strusciare il loro sedere contro i genitali dei propri compagni di ballo, e i loro cavalieri le hanno sempre e prontamente sculacciate in mezzo alla pista al grido di booom-boooo-claaat.

Il punto è che la nuova moda “spacca”, in tutti i sensi.
La pratica si è spostata dai locali alle camere da letto (che c’immaginiamo con finestre aperte, ventilatore e stereo portatile che segna il ritmo) ed è lì che si consuma sempre più spesso il dramma: la frattura del pene. Che uno dice “sarà mai possibile?”, è possibile, signora mia, è possibile.

In Giamaica le fratture del pene sono triplicate. E non stiamo mica scherzando, roba seria.
Ci si è messo pure il Governo a censurare qua e là la musica spacca-pisello: no ai videoclip, no alla pubblicità, no alla diffusione. Insomma, una vera piaga nazionale, soprattutto se ci mettiamo dentro pure le ragazze, che si presentano sempre più spesso al pronto soccorso lamentando la frattura dell’osso pubico.

Certo, genio d’ebano, perché te ne stai lì, a gambe spalancate, ad aspettare che un deficiente ti si lanci addosso da una scaletta facendo finta di impalarti.

E poi lo chiamano big bamboo.

Per dovere di cronaca (saltate a piacere, eh, che dopo due minuti vi sarete rotti il big bamboo pure voi):

[tube]http://www.youtube.com/watch?v=EjW2Np3Z6so&feature=player_embedded[/tube]

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