Il bagno è in fondo a destra

Non so se il problema sono io, forse sono troppo tradizionalista, sentimentale, bacchettona (sì, nonostante questo blog: una può dissertare di pompini senza uscire per strada a dispensarli generosamente a chiunque, tranquilli). Forse mi è sempre andata bene. Forse è che semplicemente non mi infilavo in storie in cui dovevo costringermi anche solo a discutere il caso. Forse è che sono stata con persone che mi hanno amata, desiderata e scelta e che io, di norma, se non vedo neanche il barlume del minimo sindacale di rispetto, giro i tacchi e me ne vado prima ancora di potermi, poi, incazzare con gli altri per uno sbaglio che da subito ho fatto io, fatto sta che a me ‘sta cosa non è mai successa. Nessuno me l’ha mai detta. Mi è arrivata sempre per sentito dire.

Parlo della mitica espressione: “Sono per la coppia aperta”.
Boh. Bah. Mah. Sarà.
Cazzi tuoi. Cioè, diciamo che questo è il primo pensiero che mi viene. Il secondo è “Eh, perché non sei innamorato”.

Di solito a questo punto l’amico/conoscente (perché l’ipotetico flirt sarebbe già stato spedito altrove – poi un’altra volta parliamo di quelli che utilizzano queste frasi a effetto per mettere le mani avanti prima ancora che tu decida se ti interessano) cerca di convincerti che invece è possibile, che, anzi, lei è d’accordo.
Poveretti.
Ma guarda questa cosa si deve inventare pur di tenersi accanto ‘sto liceale senza brufoli.

Ora, io dico, ma perché mi devi costringere in una coppia se vuoi che sia aperta? Ci sono tanti altri modi per chiamare questa cosa, tra l’altro. Forme geometriche anche, scomodiamo pure Renato Zero, se vuoi (anzi, semmmai).

Ve lo dico io perché, piccole amiche del leoncavallo e dell’amore libero, perché così, mentre lui scopa in giro, voi state lì ad aspettarlo. E gli avete pure concesso il nulla osta. Questa è la verità. Perché gli uomini non sono scemi, lo sanno benissimo che le donne non la vogliono per niente la coppia aperta. Però se la cretina di turno si fa convincere è fatta. Almeno fino a quando non scoprono che quella a cui hanno venduto la faccenda non si è convinta davvero e, iniziando a pensare che lui in fondo non è esattamente un uomo da stimare, parta pure lei a indagare gli sterminati spazi della coppia aperta. A quel punto, se c’è un minimo interesse, di norma lui ritratta tutta la questione. Peccato che lei se ne sia già andata con quell’altro, che la coppia aperta non la voleva.

Ecco, tutto ‘sto giro per dire che, stasera, per la prima volta, l’ho sentito dire da una ragazza.
La tizia per altro ci teneva proprio a farlo sapere, come se lo sfoggio delle proprie prodezze sessuali o delle conquiste comportamentali potesse essere un vanto superati i diciannove anni. Lei ne aveva circa trenta e aveva finalmente capito.
Io sono stata ad ascoltare, applicando l’amato fenomeno cocktail party, mentre parlava con allegra sufficiente tracotanza di quanto in fondo fosse donna di mondo, lei, così avanti, così aperta. Intanto rispondeva a un messaggio dell’altra metà della coppia, ovviamente assente, commentandolo acida con le amiche.

A un certo punto una le ha detto: “Secondo me comunque non è giusto, cioè, io mi incazzerei”.
“Ma no, non capisci, guarda che c’è anche un aspetto molto eccitante nella cosa”.
“Sarà, ma l’unica volta che tu l’hai tradito hai limonato con uno da ubriaca”.
“Eh, ma questo perché non c’è nessuno che mi piaccia quanto lui”.

Appunto.

Siamo una coppia aperta.
Ma vaffanculo.

 

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