Trascende ogni mio controllo

Domattina mi devo svegliare all’alba, quindi mi sono chiusa in casa alla ricerca di qualche film idiota del sabato sera. Sono finita su Cruel Intentions e, mentre cercavo di ricordarmi se lo avessi già visto, mi è venuto in mente che era stato prodotto e studiato come versione in chiave moderna di “Le relazioni pericolose”. Un atto indubbiamente coraggioso, considerato che il romanzo è del 1782 e le sue trasposizioni cinematografiche avevano già fatto ampiamente il loro dovere.

Non so quante volte ho visto da ragazzina “Le relazioni pericolose”, prima, e “Valmont” poi. Ho comprato il libro, l’ho letto, riletto, sottolineato. Nel film di Frears c’erano cinque attori da urlo, era impossibile non subirne il fascino. Era impossibile non dare a quel “trascende ogni mio controllo” un valore da imprinting sentimentale eterno. Impossibile non impazzire già allora per ogni singolo personaggio adulto, relegando i giovanissimi Thurman e Reeves – che pure erano idoli assoluti dell’adolescenza – al ruolo di sempliciotti inutili. Era chiarissimo che non contavano una cippa, in mezzo a quei colossi: c’erano i grandi e, mamma mia, quanto erano crudeli, pazzi, innamorati, vivi, imprevedibili.

Così quella frase – che il tenace e mai prima di allora innamorato conte di Valmont pronuncia ripetutamente a Madame de Tourvel, che ha circuito per scommessa, nonostante le sue ritrosie, per poi abbandonare per imposizione altrui – scatena immediatamente nelle giovani pulzelle piene di buone speranze (quelle che in sostanza inserivano la vhs nel registratore) il desiderio di difendere quella parte appena fatta fessa di Tourvel che c’è in loro al grido di  “adesso vengo lì e ti ammazzo di botte, razza di stronzo”.

Ecco, oggi non potrei mai stare dalla parte della Tourvel, che era, in sostanza, una cogliona. Starei piuttosto dalla parte della terribile e impietosa Marchesa de Merteuil, non perché crudele e cinica, ma perché sola e sofferente più di tutti gli altri.

Tutto questo per dire che qui c’è la tv accesa e sto guardando quel topo muschiato di Sarah Michelle Gellar che dice cose come “mettilo a cuccia”. E io ho tanta voglia di spaccare il televisore.

Adesso chiamo Glenn Close e le dico che io non ce la faccio ad aspettarla fino al 13 luglio. Si mettesse il suo completo da avvocato milionario e spedisse un’anticipazione pirata di Damages in rete. Non si lasciano così, appese a un torrent, le ragazze romantiche come me: io sono forte, ma non è che posso resistere a tutto.

 

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