Li incontri dove la gente viaggia e va a telefonare

Quando uno chiude una storia, dopo i primi mesi di assestamento, entra in una specie di allegro torpore fatto di “sto benissimo”. Non è una presa di posizione, è che, effettivamente, si sta benissimo.
Inizi a fare cose che prima facevi meno spesso, smetti di fare cose che prima facevi troppo, qualcuno ti dice che gli piaci, gongoli, ti annusi, vai avanti.

Poi inizi a fare una domanda a te stesso e agli altri, e la domanda è: resterò solo?
Devo restare solo? In fondo ci sto bene da solo.

Ci sono persone che non sono fatte per stare con gli altri e altre che sono fatte per stare con gli altri ma vogliono stare da sole e altre ancora che dovrebbero stare da sole ma senza gli altri non riescono a vivere. Di più, ci sono quelli che dicono che vogliono stare da soli ma poi non riescono a fare a meno di cercare gli altri e altri che temono di essere fatti proprio così male da dover stare da soli e ci provano pure ma quando si pongono il problema di solito conquistano la tenerezza degli altri e smettono di stare da soli.

Mi piace inserirmi nella categoria di quelli che sanno stare da soli. Che ne hanno bisogno, anche, ma che, in fondo, non vogliono stare da soli. Perché stare da soli, diciamocelo, dà dipendenza. E poi è un casino, è un rischio grosso. Come quando si inizia a confondere la necessità d’indipendenza con il bisogno di isolamento.

Non serve scomodare Seneca a me che, ripeto, adoro stare da sola, per capire che a tutti piace, non solo essere “sociali”, ma anche rimboccare le lenzuola agli altri almeno ogni tanto. E non mi fido di quelli che ribadiscono il concetto di solitudine a oltranza.
Perché è una presa di posizione sterile e triste, di chi ha già mollato il colpo. Allora li guardo e penso: ecco, loro non sentono quest’aria frizzantina, non ridono di gusto, non sanno cosa si perdono, non si sporcano le mani, non soffrono, non litigano, non si mettono in gioco, in buona sostanza, non amano.

Le persone che dicono continuamente di non essere fatte per stare con gli altri in fondo non mi piacciono perché sono prive di curiosità. Ma la verità è che non mi piacciono perché mentono.

Ne ho la certezza assoluta.
E sapete perché? Perché esistono siti così. Che rendono evidente che non c’è nessuno, ma proprio nessuno, che vuole restare da solo.

Io, per esempio, vorrei innamorarmi adesso.
Come si fa a non volersi innamorare adesso?
Solo che purtroppo non è una cosa che si può fare a comando.

Smettetela, porca puttana, che dopodomani avete settant’anni, e poi rompete il cazzo al bar su quanto siete stati stupidi, quella volta, a non voler entrare in acqua, solo perché era bagnata.

2 pensieri su “Li incontri dove la gente viaggia e va a telefonare

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