Desiderio

Qualche settimana fa un’amica che non vedevo da secoli, davanti alle mia diffidenza riguardo a una situazione che si stava delineando, mi ha detto: “Ma per carità! Tu hai bisogno di uno che ti desideri, è sempre andata così per te”.
Al momento sono rimasta un po’ perplessa: tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci desideri. Poi però ho pensato che effettivamente le persone che ho lasciato entrare nella mia vita sono sempre state quelle che hanno fatto gesti d’impulso, coraggiosi, sinceri, anche sfrontati, non quelle che ti portano ad arrovellarti sul perché e il per come. Insomma, per farci le menate bastiamo noi donne, che ognuno si tenesse i propri difetti di genere.

Ho ripensato che per una lettera arrivata al momento giusto non sono salita su un aereo che mi riportava “a casa” e ho lasciato un uomo perfetto che mi aspettava con i suoi per sempre (l’ho fatto, sì, sono pessima, se può consolarvi mi sono fatta venire gli attacchi di panico per anni per somatizzare al meglio il senso di colpa). L’autore della missiva era imperfetto, eppure mi ha conquistata per il tempo più lungo che mi sia capitato fino ad adesso: sei anni. E credo che con lui sia finita come nella maggior parte delle storie perché, a un certo punto, smetti di desiderarti.

Ho ricordato anche che qualche estate fa, appena atterrata di ritorno da un lavoro, passai al ristorante di un’amica e la delusi quando le dissi che potevo fermarmi poco perché avevo promesso a un tale che ci saremmo incontrati subito al mio rientro, dopo che lui mi aveva mandato sms insistentemente per un mese, forse proprio in virtù del fatto che io non avevo permesso che accadesse qualcosa tra noi. Le dissi che ero indecisa, non mi convinceva e non avevo neppure così tanta voglia di vederlo, ma feci appena in tempo ad arrivare a casa che lui citofonò, entrò dalla porta e mi baciò. Ricordo che dissi “Ah, così?” e lui rispose solo “Sì, così”. Fu lì che mi convinse.

Ecco, questo per dire che stavo pensando che Alan Ball è un genio, perché la svolta desiderante che ha dato al biondino Eric di True Blood è proprio perfetta: a lei non interessa e lui la perseguita. Le perseguita non con l’insostenibilità dello stalker, ma con la perseveranza della sfacciataggine di chi sa che ce la farà prima o poi. Non l’insistenza fastidiosa, non la mitomania, non la presunzione, solo la certezza, la volontà, l’ironia e il desiderio.
Perché in fondo, diciamocelo, non c’è niente di più gratificante di sapere di piacere a qualcuno. A volte è il desiderio altrui ad aprire le porte del nostro. E questo succede perché, sostanzialmente, continua a non sembrarci vero che qualcuno faccia qualcosa per noi e ci sorprenda ancora.
Così mentre i personaggi recitano frasi come: “Io non sarò mai il burattino di Eric Northman” “Peggio per te: è bravo a tirare i fili”, Ball prepara l’improvviso tracollo del desiderio con un colpo di scena che, ci scommetto, innamorerà la fatina riottosa in un secondo netto.

Insomma, lo dico da sempre: lo sa bene Neil Hannon, quando canta una delle più belle canzoni d’amore di sempre, che, in fondo, “mi piaci perché ti piaccio”.
E se pensate che lo dica perché è un narcisista, non avete proprio capito niente.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...