Ritratto quando voglio

A parte quelli che arrivano qui cercando porcate di ogni sorta, c’è una schiera di romantici seguitori delle cazzate che scrivo. Me ne rendo conto perché tutte le volte che penso “ma perché devo mettere online proprio questa idiozia?”, quell’idiozia la gente la approva. E l’approva perché la prova.

Così qualcuno prima mi ha vista online e mi ha chiesto se stavo pensando a un’altra “arma di distruzione di massa” (e ripensandoci credo sia il più grande complimento che mi abbiano fatto negli ultimi mesi). Lì per lì ho detto che sarei andata a smaltire la birra a letto, però no, poi ho pensato che invece avevo qualcosa da dire.

Mentre tornavo a casa stasera, soddisfatta del mio stato solitario e quindi aperto a ogni opportunità, ho pensato “tre anni”.
Tre anni, questo è il tempo, guardandomi indietro, che attribuisco come data di scadenza a una storia. Anche quelle che sono durate di più non sarebbero dovute durare più di tre anni. Volendo scrivere un trattato sociologico potremmo ragionare sugli amori liquidi e le nuove tecnologie che tutto fanno scorrere, ma non ho voglia di spalmare di razionalità sentimenti che devono essere tutto fuorché razionali. L’amore dura quel che dura e non dura più di tre anni. Non per me.

Per questo metà della gente che ha avuto un po’ di esperienze nella vita, all’improvviso diventa scettica e sola. Io stessa a volte mi domando perché valga la pena, eventualmente, d’infilarsi in una storia e fare tutta quella fatica.

Poi però cerco sempre una risposta, e la risposta è: “perché è bello”.

Ecco, io sono diventata razionale, un po’ disillusa, forse soltanto consapevole.
Però quello che so stasera è che vorrei che qualcuno mi dicesse “io non mi sposo perché non ci credo, però stasera andiamo a Las Vegas, ti metto un anello al dito, e dentro ci scriviamo ritratto quando voglio”.

Se iniziassimo ad avere il coraggio di fare un gesto così sconsiderato e inaccettabile ai più, ovvero dichiarare la nostra stessa scadenza, sono certa che lì, sì, salterebbe fuori la vera storia d’amore della nostra vita.
E mi immagino così, vecchi, che sussurriamo, singhiozzando mentre l’altro se ne va davvero, “ritratto quando voglio”, però intanto ci siamo detti “ti amo” tutte le volte che ci pareva, per un sacco di anni della nostra caduca e unica vita.

Un pensiero su “Ritratto quando voglio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...