Sveglia!

Io stanotte devo stare sveglia. Intendo dire che devo passare la notte insonne, per forza. Devo fare un esame odioso che si chiama EEG SD. Dove il primo acronimo sta per elettroencefalogramma e il secondo per sleep deprivation.

Tranquilli, non muoio. Anche se la mancanza di sonno è per me peggio di una tortura medioevale.
A mezzanotte ho il permesso di andare a dormire per tre ore.
Poi devo tirare fino a mezzogiorno. Quando mi chiederanno di addormentarmi a comando.

Vi ricordate quando Nancy Thompson in Nightmare viene portata dalla madre nella clinica dove la costringono a dormire? Ecco, quello è lo scopo di tutto questo: dormire con gli elettrodi attaccati alla testa, con la differenza che in questo caso loro sperano che arrivi Freddy Kruger.

Insomma, dato che presto esaurirò le idee su cosa posso mettermi a fare stanotte –  oltre a recuperare Game of Thrones – e visto che alla fine ho preferito gestirmi la menata da sola (nonostante, devo riconoscerlo, ci siano persone che mi vogliono così bene da candidarsi autonomamente al suicidio), può essere che torni qui a scrivere per sostenere la maratona della mia morte cerebrale.

Alle 2:50 trasmettono Oldboy. Questa è già una fortuna. Ho almeno due amiche in trasferta che sono in crisi nera e per una volta posso garantire loro un telefono amico a disposizione per tutta la notte.

E non importa se la maledetta ora solare mi costringe a stare sveglia un’ora di più, proprio stanotte.
Ce la posso fare.
Ce la faccio. Basta far finta di essere in volo, anzi no, di essere appena atterrata, che ne so, in Indonesia. Resistere, fino a quando non arrivi in albergo. Anche se è un albergo di merda. E c’è uno che ti mette del gel ghiacciato in testa. E neanche puoi stare sdraiata. E forse non ti addormenti.

Ce la faccio.
Ce la faccio.

(Mi viene da piangere)

Update

Ore 2:50 Ho dormito due ore e mezza. Ho la tachicardia per la sveglia. Il gatto ha vomitato per lo stress. Ora metto su Oldboy e faccio colazione. Così, per confondere le acque. Magari il cervello non s’accorge che lo sto prendendo per il culo.

Ore 3:15: Mi è venuta una specie di orticaria al dito indice della mano sinistra. Il tè verde non è come bere il caffè. Quindi posso. Cioè forse no. Però facciamo che sì. Il cervello intanto pensa: “Ok, abbiamo scherzato, giusto? Adesso torni subito a letto, giusto?”. Tutto il resto è chat sullo sgabello, con le gambe raggomitolate sotto.

Ore 3:40: C’è ancora gente sveglia che mi fa compagnia su facebook. Gente che lavora. Gente disperata che non riesce a prendere sonno, dall’altra parte d’Europa. Il gatto miagola allo specchio. Credo stia chiedendo a quell’altro se sa cosa sta succedendo e se secondo lui si può, a questo punto, pretendere da mangiare. Voi non avete idea della quantità di cartoni animati che ci sono di notte. ‘Sti bambini devono essere dei veri rompipalle. Per non dire quanto erano disegnati male i Barbapapà. Una frode.

Ore 3:55 Minuscule è un capolavoro. Io se avessi dei figli farei guardare loro solo quello. Certo, in questo momento è chiaro che io in ogni caso non potrei mai avere dei figli, posto che la carenza di sonno mi porterebbe a darli immediatamente in adozione per poter appoggiare la testa sul cuscino.

Ore 4:00 Le ingiustizie della vita: stanotte potrebbe essere la notte degli Oscar e invece è la notte di Enzo Miccio.

Ore 4:15 La cosa che mi dà più fastidio al momento è questo peso che ho sul cuore. Cioè, mi sento il petto pesante come se non battesse proprio. Di cosa è morta Amy Winehouse? Ah. Già.

Ore 4:45 Mangio mandarini, magari le vitamine riescono a tenermi su. Inizio ad avere davvero freddo. Tutti i miei buoni propositi (sistemo questo e quello) se ne sono andati a puttane. Sono troppo rincoglionita anche solo per camminare nella stanza. E Oldboy è appena finito.

Ore 5:00 Sono le 5. Cinque è un buon numero. Guardo la programmazione tv perché non riesco a leggere e non posso permettermi di sprecare neanche una puntata di una qualsiasi serie che m’interessi. Tra un quarto d’ora inizia “Le ore sono contate”. Mi sembra una sufficiente presa per il culo.

Ore 5:40 Nel caso vi servisse mai, sappiate che fette biscottate e provola affumicata possono tenervi svegli. Sono pronta per andare a montare un controsoffitto in cartongesso, pota.

Ore 6:05 Riecco il sonno mortale. In questo momento mi sento come se galleggiassi in un universo di domande esistenziali a cui non so dare risposta. La prima è: mi sento più Alex in Arancia Meccanica o Betty in Opera?

Ore 6:40 Mi alzo dal divano, dove cerco di tramortirmi di tv, e mi pianto sullo sgabello. Se esiste un modo per tirare avanti di ora in ora è attaccarsi alle proprie dipendenze: è arrivato il momento di ricominciare Plants vs Zombies.

Ore 6:45 Improvvisamente, è giorno.

Ore 7:25 “Il mattino ha l’oro in bocca” mai come oggi ha senso in un’unica accezione: quella di Shining.

Ore 7:30 I programmi della mattina: non capisco se la gente che ci lavora viene presa perché è scema o se diventa scema perché lavora nei programmi della mattina.

Ore 7:35 A me non tiene sveglia l’acqua ghiacciata in faccia, a me tiene sveglia lavarmi i denti. Non so più quante volte mi sono lavata i denti. 

Ore 7:50 Sul balcone a respirare l’aria. C’è gente. Passa l’autobus. È lunedì. Queste ultime ore sono tremende. Voi siete svegli. Maledetta ora solare, mi hai rubato un’ora. Altro che titoli su Repubblica.it

Ore 8:05 Iniziano i primi segni di vero cedimento. Instabilità. Un po’ di ansia. Tachicardia. Ho la netta sensazione di percepire dimensione e consistenza delle orbite oculari. Dove gli occhi stanno ovviamente per iniziare a roteare. Scrivo senza guardare lo schermo. La gatta è in delirio d’affetto. Proviamo con un’altra colazione.

Ore 8: 20 Ecco, adesso mi viene da piangere. Questa tortura l’hanno abolita anche a Guantanamo. Cazzo.

Ore 8:50 L’appuntamento per l’esame è alle 11.30. Devo uscire prima. Almeno creo un diversivo. E, se stramazzo al suolo, c’è qualcuno a raccogliermi. Alle 10 chiamo un taxi. Magari c’è qualcuno che ieri sera si è sbronzato e non si presenta. O una vecchia che vuole passare il ponte con i nipotini. Che ne so. Uno stronzo qualsiasi che con la sua assenza mi regala mezz’ora d’anticipo. Devo tirare avanti un’altra ora, prima di vedere se riesco a infilarmi i jeans senza cadere. Ce la faccio. C’è Hell’s Kitchen, grazie a dio.

Ore 9:20 Halibut. Ma che cazzo di pesce è l’halibut?

Ore 9:50 L’ultimo video dei Coldplay mi ricorda che non posso morire. Non con l’immagine di quegli orrendi elefanti di peluche negli occhi. Mi vesto.

Ore 10:20 La più bella dichiarazione d’amore che abbia mai ricevuto nella mia vita, se me la chiedete oggi, fa più o meno così: “tango 37 in arrivo in 4 minuti”. 

 

 

 

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