La polverina

Anni fa, non ricordo più in quale serata delle prime trascorse con un tizio che sarebbe diventato il mio fidanzato, lui mi parlò di quelle sere in cui ti senti “la polverina addosso”. Io lì per lì non capii e pensai “oh, no, un altro cocainomane”, invece lui si riferiva a un’ipotetica e magica polverina alla Trilly di cui ti senti idealmente cosparso in quei momenti della vita in cui tutto va bene e piaci un casino. Nello specifico citò una serata in cui non ricordo bene se se lo volessero fare in tre o se effettivamente se lo fecero in tre, resta il fatto che io ancora non ho capito perché un uomo quando ti vuole conquistare debba raccontarti di quanto le altre lo trovino o lo abbiano trovato figo. Forse pensano che, facendoci credere di avere delle antagoniste, noi li considereremo più attraenti. Poveretti (ma questa è una questione che affronteremo un’altra volta).

Dicevamo: la polverina.

La polverina magica è quella che non si capisce bene da dove arrivi, se da dentro, da fuori, da sopra. Fatto sta che vi sarà successo di sicuro di finire a piedi pari in un giorno in cui incrociate così tanti sguardi sull’autobus che improvvisamente sentite l’impulso di riflettervi nel vetro per verificare di non avere un baffo di dentifricio sulla guancia. È lo stesso giorno in cui si fanno sentire persone che non sentivate da una vita, casi archiviati, casi umani, casi. E quando entrate in ufficio tutti vi dicono qualcosa di bello, come state bene, ma che bella cera, ma che bei capelli, ma quanto sei figa oggi e voi non capite perché, visto che sono gli stessi stronzi che le mattine in cui vi sentite fighe davvero vi guardano un po’ depressi e vi dicono con fare accorato “ti senti bene?”.

Ecco, all’ennesimo intervento esterno, la vostra autostima è alle stelle. Voi non avete la polverina addosso, voi siete cosparse di polverina da capo a piedi, voi SIETE la polverina.

Da dove venga cotanta magia non è dato sapere. È un segreto che ancora non ci è permesso indagare. È un regalo che ogni tanto arriva, ogni tanto proprio no. E questo perché non ha niente a che vedere con come vi sentite voi in quel momento.

Magari siete depressi e avete un graffio di gatto in faccia, eppure arriverà qualcuno a dirvi quanto “vi dona”.

Passaggi astrali, ormoni, tagli di capelli, ore di sonno, niente di tutto questo ha a che fare con la polverina. La polverina è una magia e, in quanto tale, non ha nessuna relazione con la realtà. Succede, puff, come un miracolo.

Quando arriva io mi guardo un po’ intorno, come a dire, ok, adesso finisce. Intanto aprite la mail e trovate qualcosa di inaspettato. Ricevete un sms che sarebbe dovuto arrivare due mesi fa. Qualcuno vi mette in mano un piccolo regalo e al vostro sguardo interrogativo risponde “così”. Ok, adesso finisce. Adesso va via. E arriva il complimento più bello dell’ultimo anno, vi offrono pure un altro lavoro, e un tale, dal fare neanche troppo composto, vi fa spazio per farvi entrare prima di lui in metropolitana. Adesso va via, sarà il cappotto nuovo. E la vostra migliore amica vi scrive per dirvi quanto siete importanti nella sua vita, e una macchina si ferma all’incrocio di merda, quello in cui non si ferma mai nessuno anche se avete il verde, nonostante voi siate distratte dalla ricerca delle chiavi e non stiate neppure lontanamente accennando la vostra volontà ad attraversare. Calma, adesso va via. Arrivate dall’altra parte della strada, alzate gli occhi e uno sconosciuto vi dice “ciao” e voi lo guardate incredule perché nonostante la nebbia vi sembra pure figo e mentre salite le scale qualcuno sta ascoltando la stessa canzone che avevate nell’ipod e il vicino di casa vi rivolge un sorriso per la prima volta in sei mesi. Ok, adesso finisce, adesso va via. Non me la merito, va via, va’ via sensazione di onnipotenza, va’ via ché sei strana.

Eppure in fondo in fondo, in quella parte di noi che qualcuno chiama anima, c’è una me che mi tira una gomitata dritta nel centro del fegato e mi mette a tacere. E all’improvviso mi sembra di sentire quella vocina, quella di cui parlano tutti, e sembra proprio mi stia dicendo: “per una volta, permettiti di essere invincibile. E smettila smettila smettila di rompermi i coglioni.”

Ed è lì, mentre chiudi la porta di casa, che sai che l’incantesimo si è irrimediabilmente spezzato e tu hai sprecato il tuo tempo a pensare che sarebbe comunque successo.

13 pensieri su “La polverina

  1. uh, come ti capisco. quando mi capita penso di essere circondata da cinghialini dall’olfatto impareggiabile o che sono finita in un buco nero positivo. ma l’idea della polverina è più poetica, lo riconosco.

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  2. A me non è mai successo che mi si volessero fare in tre, ma se mai mi dovesse capitare non credo che lo aggiungerei al curriculum da inoltrare alle successive.
    E tuttavia puoi scommetterci i pantaloni che “facendoci credere di avere delle antagoniste noi li troveremo più attraenti”. Forse non c’è neanche troppo bisogno di far credere eccetera: a me pare che la solidarietà femminile abbia solo due sbocchi: o verso la categoria in astratto (la donna nel 2011) o verso le amiche-AMICHE. Ma per strada due belle passanti si scambiano spesso e volentieri sguardi che sprizzano cicuta.
    La competizione esiste già, e se all’anagrafe non fai Brad Pitt, lasciar trapelare ampi consensi che a vederti non si direbbero probabilmente accenderà una curiosità che altrimenti non si sarebbe data.
    Più in generale, il meccanismo è semplice: se una piccola folla guarda un puntino nel cielo alzi il naso anche tu.

    E tra l’altro: col tizio che se lo fecero in tre / alla fin fine ti fidanzasti pure te.
    Ci hai fatto caso?

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    1. E porca miseria, Paolo, ho detto che ne parliamo un’altra volta! Però, va bene: il tizio con cui mi sono fidanzata non aveva bisogno di dimostrarmi di avere le fan. E se se le fece tutte e tre di certo non fu nello stesso letto (ché ancora devo trovare quello che non mi racconti che davanti all’opportunità è scappato a gambe levate per l’ansia). Tra l’altro sa benissimo quanto mi girassero i coglioni quando mi diceva “quando nomediversoognivolta mi veniva dietro…”, perché in realtà lo faceva per narcisismo, e per giocare a chi ha il cazzo più lungo ci sono sempre gli amici al bar. Mettere la tua donna nella condizione di sentirsi in competizione, anche solo per insicurezze personali (della donna, intendo), non è mai una galanteria e dimostra totale assenza della qualità che io tanto amo: l’empatia. Certo, capisco che ai blocchi di partenza il discorso sia diverso, devo dartene atto: il giochino funziona. Ma io preferisco sempre alzare gli occhi verso il cielo e pensare che, del puntino, me ne sono accorta solo io. Non ho mai smaniato per avere qualcosa che vogliono tutti. Non ho mai goduto di avere una cosa che vogliono tutti. Lo trovo davvero inutilmente faticoso.
      Ne riparliamo, mi prendo un appunto.

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      1. Beh, hai espresso alcuni dei motivi per cui -come si diceva- io non lo farei.
        Comunque hai ragione: mi scuso. Prendi l’appunto.
        Che le sbronze ti fan dei brutti scherzi.

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  3. Paolo non ha torto sull’importanza anche di certe tecniche (ne esistono persino in natura e si sa che lo specchietto funziona meglio per l’allodola che per l’allodolo)
    Nella guerra dell’amore ogni cosa e` lecita: ma la battaglia comincia dopo.
    Nn m’importa se dopo tempo, a bocce ferme ed asta moscia, vorrei salvare poche cose: magari in quell’attimo anche la boria, che di certo non amo, era il meno deprecabile mezzo per arrivare dove arrivai e dove sono ora.

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  4. Paolo non ha torto sull’importanza anche di certe tecniche (ne esistono persino in natura e si sa che lo specchietto funziona meglio per l’allodola che per l’allodolo)
    Nella guerra dell’amore ogni cosa e` lecita: ma la battaglia comincia dopo.
    Nn m’importa se dopo tempo, a bocce ferme ed asta moscia, vorrei salvare poche cose: magari in quell’attimo anche la boria, che di certo non amo, era il meno deprecabile mezzo per arrivare dove arrivai e dove sono ora.

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  5. [Ops, ma nn si doveva parlarne un’altra volta?]
    Cmq, non so se conosco la polverina magica, ma mi ricorda tanto la “luce propria” di cui solo un paio di occasioni brillavo, per quel che mi han detto.
    Sfiga vuole averla avuta sempre all’INIZIO di una storia.(e se riesco ad invertire la polarita` di quella luce? Mi arrogo il Nobel per…la “chimica”)

    Ad oggi mi accontenterei di avere, per me e per molti altri, la polverina di Pollon dell’allegria: l’unica da cui non temo la dipendenza
    (http://www.youtube.com/watch?v=J46OACkqTsw ma nn so chi sia sufficientemente maturo per apprezzarne la poetica)

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  6. [Ops, ma nn si doveva parlarne un’altra volta?]
    Cmq, non so se conosco la polverina magica, ma mi ricorda tanto la “luce propria” di cui solo un paio di occasioni brillavo, per quel che mi han detto.
    Sfiga vuole averla avuta sempre all’INIZIO di una storia.(e se riesco ad invertire la polarita` di quella luce? Mi arrogo il Nobel per…la “chimica”)

    Ad oggi mi accontenterei di avere, per me e per molti altri, la polverina di Pollon dell’allegria: l’unica da cui non temo la dipendenza
    (http://www.youtube.com/watch?v=J46OACkqTsw ma nn so chi sia sufficientemente maturo per apprezzarne la poetica)

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