L’unica Penelope che conosco si chiama Cruz

E va bene, ci siamo. A volte i casi della vita portano a doverti interrogare su qualcosa di cui proprio non pensavi fosse necessario parlare. Purtroppo però la statistica non è un’opinione e io devo farmi collettore delle sofferenze del genere femminile. Non avrei voluto, non ora, perché ho il sospetto che ci sarà qualcuno che si sentirà chiamato in causa, ma del narcisismo degli uomini parliamo un’altra volta, non è che posso stare dietro a tutto.
Torniamo a bomba. Quando qualche anno fa, sfogliando una rivista femminile, mi trovai davanti un articolo dal titolo “uomini che spariscono” lo lessi pensando alla vecchia gag delle sigarette e a Chi l’ha visto?. Roba grossa, insomma. L’articolo invece descriveva una tipologia di uomo che dopo l’amplesso, o i primi riusciti approcci, faceva perdere le proprie tracce. Credo di ricordare di non essere arrivata oltre alla decima riga: ma che cazzata è mai questa! È impossibile, non esistono persone così. Chi avrebbe il coraggio di perdere la faccia in questo modo?

Sempre qualche anno fa le mie amiche hanno iniziato a dirmi che tizio e caio non le chiamavano, erano “spariti”, non rispondevano ai messaggi, e io le liquidavo con un “be’, ma è un cafone, vorrei mica darla ancora a quel troglodita?”.
Quella modalità per me era semplicemente assurda e ingiustificabile. Eppure quello che vedevo accadere era che, invece, le donne si agitavano oltremodo, perché la reazione del soggetto in causa era così spropositata e assurda che, dopo la prima naturale sfasatura, subentrava nella poveretta, indipendentemente dal personale livello di autostima, la necessità di capire cosa fosse successo.

Ecco, ci ho messo un po’ a digerire questa stronzata. Cioè che questa cosa fosse diventata la norma. Che gli uomini improvvisamente si potessero permettere di fare il bello e il cattivo tempo (e lo fanno, eccome se lo fanno).
Io non posso fare la figa, devo essere sincera: sono abituata da sempre a un’altra modalità d’approccio, per questo queste “cafonate” alla fine funzionano anche con me.
Solo che mentre le altre dicono “ho fatto qualcosa di sbagliato? non gli piaccio? forse non gli è arrivato il messaggio, forse non l’ha letto, forse mi ama così tanto che si è spaventato e non sa più cosa fare!” io penso solo: “ma come cazzo ti permetti?”
È come se uno mi desse uno spintone. Che è la cosa che mi scatena veramente.
Il dramma è questo: il metodo funziona con tutte, le gatte morte, le brave ragazze e quelle che credono di avere la cazzimma. A ognuna, in modo diverso, si smuove qualcosa dentro.
Io però, che mi diverto a giocare a “fare la guerra”, sono disposta a sottostare a tutte le nuove regole, ma questa non la digerisco. Voglio una ribellione di genere, voglio un esercito di donne che raddrizzino questa idiozia che ha molto più a che vedere con la maleducazione che con la strategia. Voglio avere solo amiche che mi dicono: “Chi? Coso? Non lo so, non mi ha più risposto”. Punto. Senza sottotesti, senza domande esistenziali, senza psicologia da Cioè. Solo con l’ovvietà di dire “e questo con chi crede di avere a che fare?”. Caso archiviato.

Siete davvero così disperate? Vi piace davvero così tanto? Ecco, sappiate che il retropensiero legato a questo siparietto maschile è “questa me la rigiro come voglio” e, ovviamente, sarete voi stesse con il vostro comportamento elemosinante a sostenere la tesi.
Come ribadisce spesso una mia amica, bisognerebbe fare come loro, il che tradotto significa: avere per le mani due o tre situazioni aperte.
Certo, non è facile: mentre il parco donne propone delle alternative di livello quello uomini scarseggia alla grandissima. E poi voi mica siete delle puttane! No, certo, no che non lo siete.
Mettiamola così, non è necessario che ci andiate a letto, basta che distribuiate l’attenzione su un terreno più esteso. Intendo dire: distribuite le attese. Così mentre uno non vi chiama vi chiama l’altro e voi non vi sentite di merda (certo, io propendo sempre per la versione del vaffanculo di cui sopra, ma vedete voi cosa si può fare). Tanto i maschi d’oggi vi terranno in sospeso comunque, sia che siate innamorate sia che vogliate solo farci del sesso spensierato (il che è un paradosso considerando che applicare la regola della sparizione a una storia di sesso di solito porta a due conclusioni: o la fanciulla sparisce portando via con sé l’unica cosa che davvero contava o si innamora, cioè esattamente tutto quello che gli uomini non vorrebbero ma, si sa, i ragazzi sono un po’ confusi).

Quindi, in conclusione, ribellatevi. Non state al gioco. Non lasciateli fare.
Il proverbio sul carro tirato non aveva niente a che vedere con i peli maschili, vediamo di capirci.
Siate corrette, siate oneste e siate generose, soprattutto con voi stesse. Perché quando vi cercherà voi gliela dovete dare, come se fosse l’ultima volta. Perché sarà l’ultima volta.
E non perché lo stronzo non richiama, ma solo perché dovete provare la soddisfazione di “dire” a uno (sì, proprio a quell’uno): “Te la do. Te la do solo per togliertela”.

7 pensieri su “L’unica Penelope che conosco si chiama Cruz

  1. Secondo me si tratta di strategia solo nel caso in cui gli uomini in questione prima o poi si rifanno vivi (anche se -per me- quando un uomo è veramente attratto col cazzo che scompare).
    Se invece non si rifanno vivi è più probabile si tratti di semplice fifa. Di cosa? Raramente di innamorarsi, più spesso di scivolare per semplice accumulo di amplessi in una relazione che non li convince (succede: non siamo mica evoluti come i bonobo). La parola “rubacuori” deve averla inventata una donna: ciò che molti uomini vorrebbero collezionare (visto che dici “darla”) sta un pochino più a sud, del cuore; il resto NON è grasso che cola: è un vero e proprio inconveniente, un ingombro per la coscienza, e ogni egoista che si rispetti sa quant’è importante che questa non rimorda.
    Per quanto riguarda il fatto che una donna rimanga non ferita ma traumatizzata da un improvviso silenzio dopo un iniziale interesse, forse è dovuto al fatto che la poveretta ha la testa piena di il carro di buoi, e faccela vedè faccela toccà, e “what’s on a man’s mind”, e “Nella vita mi piacciono due cose la seconda è viaggiare”, e altre minchiatine sull’onda e a quel punto non può che rimanerci come ci rimarrebbe il sole se improvvisamente la neve non si sciogliesse più.
    Io credo che i tempi siano maturi per estendere anche alle donne il diritto a prendersi il loro bel due di picche, ma non siamo ancora in grado di gestire questa nuova opportunità (“non siamo mica i bonobo” bis). Quando di prendere il due di picche è capitato a me, la domanda “..perrchèèèèèèèèè???!” non mi è mai balenata in testa; credo di averla sempre presa come quando prendi la mira lanci la palla e pensi “Dai che ora entra nel canestro” invece non entra e ti dici “Che tiro del cazzo”.
    Detto questo, che gli uomini facciano il bello e il cattivo tempo mi sembra fantascienza, e “cafone” è un eufemismo.

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  2. Sono in piedi sulla sedia che applaudo e ti giuro che non vedo l’ora che si presenti l’occasione di dire “che tiro del cazzo”. Grazie Paolo.

    Comunque, senza fare una tesi sull’argomento, il punto è che sono pochissime le donne che scopano qui è là solo per il gusto di farlo nonostante molte lo dicano, ed è qui che risiede il cuore della questione.
    Per gli uomini la cosa è un po’ diversa.
    Eppure sul due di picche siamo più o meno uguali: quando quello che non ti piaceva tanto non si fa sentire tiri un sospiro di sollievo, quando non si fa sentire quello che iniziava a piacerti un po’ t’incazzi. E’ normale e vale per tutti.

    In realtà, ti dirò, io sono stata abbastanza fortunata e di cafoni ne ho incontrati pochi. A pensarci bene nessuno. Ho incontrato quelli che ti tengono sospesa, che per me sono di gran lunga peggio di quelli che spariscono, ma ne riparleremo. Ma ho a che fare anche con persone che mi dicono “mi piacerebbe parlarne se ti va” – che a me lì per lì viene l’ansia, ma poi mi fa piacere, sarà perché scelgo bene, cosa vuoi che ti dica; sarà perché se finisco a letto con qualcuno c’è sempre un motivo e di certo non è che mi sono bevuta ottantalitri di birra (non solo, diciamo).

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    1. Sono d’accordo, sono d’accordo (solo: non ho capito se “che tiro del cazzo” vuoi dirlo a chi ha sbagliato approccio o dopo averlo sbagliato tu).
      Inoltre, beh: brava tu che sai scegliere bene.
      Bere bevi, vedo.

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  3. Paolo, sono d’accordo con te sul fattto che anche alle donne tocca ogni tanto un bel 2 di picche, visto che oggi anche noi donne prendiamo l’iniziativa e corteggiamo l’uomo che ci piace… ma qui si parlava, credo, del fatto che alcuni uomini (molti in realtà) SPARISCONO INSPIEGABILMENTE dalla sera alla mattina e questo comportamento, spesso, ci pungola nell’orgoglio, anche quando non siamo follemente innamorate di quell’uomo. chiediamo solo un po’ di chiarezza e sincerità, tutto qui.
    Potrai rispondermi che alcune spiegazioni non ci piacerebbero e ci ferirebbero ancora più della sparizione.. e forse è vero. però ci rassegneremmo molto prima e forse potremmo metterci in discussione, come donne e come persone. e si potrebbe pure restare amici 😉

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  4. Leggo quello che scrivi da un pò e mi piace, adoro l’incisività di alcune espressioni!

    “Te la do. Te la do solo per togliertela.”

    Mi limiterò ad usarla con l’amica di turno e a ricordarlo a me stessa al momento giusto!

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