Cos’è questo, un pelo?

Qualche giorno fa ho letto una notizia il cui succo in estrema sintesi era: “torna di moda il pelo pubico”.
Ho pensato a quando per la prima volta ci hanno detto a scuola, forse durante l’ora di storia dell’arte, che un tempo agli uomini piacevano le donne grasse e con la cellulite. Insomma, le cose cambiano. E molto rapidamente.
Uno dei miei film preferiti della giovinezza si chiamava “Il tuo amico nel mio letto”. Era il periodo in cui Meg Tilly e Eric Stoltz erano attori che a sentirli nominare non facevano l’impressione di due sepolti vivi.
In quel film, che pochi hanno visto e pochi ricordano, c’era (a parte un cameo di Quentin Tarantino che spiega il sottotesto omesessuale di Top Gun) una una scena in cui uno dei protagonisti racconta quanto gli piacciano le donne completamente depilate e viene immediatamente tacciato di essere un pervertito. Oggi, incredibilmente, potrebbe accadere il contrario.

La colpa di questa inversione di marcia (quella per cui improvvisamente le donne adulte hanno dovuto iniziare a rendersi glabre come bambine) risiede senza alcun dubbio nei film porno, e precisamente in quelli degli anni Novanta.
In una decina di anni, il monte di Venere depilato ha raggiunto “chiunque” e non se ne è parlato più. È così, punto.
Impossibile vedere immagini che abbiano a che fare con il sesso che presentino una donna fornita di peli.
Poi la realtà, forse, è ancora un’altra cosa, ma non ci metterei la mano sul fuoco: sono certa che la maggior parte delle ventenni di oggi abbia aspettato trepidante di veder spuntare i primi peli durante la pubertà solo per poterseli estirpare tutti.

La famosa foto di Avedon in cui Stephanie Seymour solleva un abito nero trasparentissimo e aderente proprio all’altezza del pube e mostra quello che veniva fino a poco tempo fa chiamato odiosamente “triangolino” (certo fino all’arrivo della famosa foto di Marina Ripa di Meana, che tolse la possibilità di qualsiasi diminutivo alla zona in questione), dimostra quanto insolito e perverso sembri ora quel fazzoletto di peli. Eppure grazie a dio ci stiamo tornando.

Anche American Apparel ci aveva pensato l’anno scorso, con una pubblicità in cui una modella in maglione bianco e mutande trasparenti guardava fisso l’obiettivo, ma evidentemente riusciva a focalizzare l’attenzione dello spettatore solo su quella macchia nera, intuita ma evidentissima, così inaspettata e così concreta. Così poco sensuale e così tanto sessuale. Così, di nuovo e finalmente, proibita.

Insomma, io spero che sia vero. Che si torni a dare al sesso femminile il valore che ha, quello di un luogo anche difficile, nascosto e per alcuni spaventoso. Lontano dall’inadatta innocenza delle donne bebè e finalmente vicino alla più elementare e autentica natura delle cose.

Il sesso fatto di sesso. Quello in cui la depilazione al limite diventa un gioco, una sorpresa, un esperimento e non la necessità di dimostrare di essere un incrocio tra Pippi Calzelunghe e Sasha Grey.

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