Ah, se ela soubesse

Mentre preparo la valigia e aspetto che mi portino nel luogo in cui inizierà la mia settimana lavorativa, vi racconto una storiella.
Chi mi ha conosciuto prima del 2007 sa che ho avuto per molto tempo come suoneria del cellulare la base di Garota de Ipanema.
Non c’era un vero motivo, non ero mai stata in Brasile, figuriamoci a Ipanema, ma quella canzone mi piaceva da sempre tantissimo. Mi ricordo, tra l’altro, che delle tante suonerie odiose che mette la gente al proprio telefonino, la mia non aveva mai urtato nessuno.
Anzi, mentre agli altri che avevano scelto meravigliose colonne sonore e bombe da hitlist a un certo punto tutti gridavao in coro “RISPONDI!”, a me, per anni, la gente ha detto: “non rispondere, lasciala suonare” e via a canticchiare.
Poi a una festa di Natale ho dimenticato il cellulare in bagno. Non l’ho più ritrovato e l’ho sostituito con uno da quaranta euro, su cui era impossibile inserire una qualsiasi suoneria personalizzata. Così, la ragazza di Ipanema se ne è andata, insieme ad alcuni messaggi particolarmente spinti, per fortuna non miei.

La ragazza che vedete nella foto è Heloìsa Eneida Menezes Paes Pinto, per gli amici (i brasiliani tutti) Helô Pinheiro.
Oggi ha 63 anni ed è lei la ragazza di Ipanema.

Non sapevo che la canzone fosse diretta effettivamente a una donna in carne e ossa, immaginavo fosse stata scritta a un tavolino di un bar ispirata dalle tante bellezze brasiliane e che il resto ce lo avessero messo la musica e la poesia.
E invece no.

Seduto effettivamente in un bar vicino alla spiaggia, Antonio Carlos Jobim, che stazionava lì ogni giorno con l’amico poeta Vinicius de Moraes, vide passare caminho do mar una giovanissima ragazza dall’abbronzatura dorata e num doce balanço.
Vinicius però non la vide e propose di fermarsi a bere birre fino a quando lei non fosse ripassata davanti a loro. Aspettarono tre giorni. Quando apparve, pare che la prima cosa che fecero non fu comporre, ma iniziare a fischiare in segno d’ammirazione.
Fu il proprietario del locale a confidare ad Helô, poco tempo dopo, che i due stavano scrivendo una canzone per lei.

Quando il brano diventò famoso a livello internazionale furono moltissime le ragazze di Ipanema che decisero di dichiararsi ispiratrici della brano, ma Helô, forse ancora incredula, non si fece avanti. Fu così che Vinicius de Moraes, indispettito dalle bugiarde approfittatrici, dichiaro al mondo intero chi era stata la musa di quel piccolo capolavoro: una ragazza che al tempo aveva 16 anni e stava andando a comprare le sigarette per la madre.

Una volta reso pubblico il nome e cognome della ragazza di Ipanema, per Heloisa arrivo la fama in patria: negli anni è stata modella, attrice, presentatrice, scrittrice e imprenditrice. Famosa anche le sue foto per Playboy, realizzate con la figlia Ticiane (altrettanto conosciuta, grazie alla notorietà della madre), oggi Helô è decisamente più bella di quanto non lo fosse nel 1962.

Ecco mentre stavo facendo la valigia pensavo a questa cosa: che di tutte le donne che si possono invidiare al mondo, io credo di invidiare davvero solo lei, quella che ha ispirato la più bella canzone d’amore ormonale di tutti i tempi.

[tube]http://www.youtube.com/watch?v=5D_Lom2pjZQ[/tube]
(fino al minuto 1:00 ricordi e cazzeggio tra amici)

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