Amici miei

Del perché il trombamico è una stronzata.
Partiamo da un presupposto: io a questa cosa non ho mai creduto.
La prima volta che ho sentito la parola “trombamico” (nel caso specifico era “trombamica”) fu durante un pranzo di lavoro con un collega, sei anni fa.
Scoppiai a ridere “Be’, lei ne sarà felice”, il collega tutto sicuro disse “Non è una battuta, è così, lei lo sa, è un patto. Siamo amici e facciamo sesso” “MA PER FAVORE! Non è possibile” “Che cosa?” “Che uno di voi due non sia coinvolto” “E invece è così”.
Balle.

Non ho mai creduto che due persone, che avevano deciso di diventare amici perché si stavano simpatici e avevano una marea di cose in comune, potessero fare sesso tra di loro senza alcun coinvolgimento emotivo. E continuo a crederlo. Due persone che si piacciono in tutto ma non fisicamente diventano amiche e non fanno sesso, due persone che si piacciono in tutto e pure fisicamente, fanno sesso e si mettono insieme. Sempre che la cosa sia reciproca, chiaro. Se la cosa non è reciproca, potete raccontarvi tutte le palle che volete, ma i conti non tornano.

Quindi qui c’è un equivoco di fondo.
Avete travisato il concetto:  il trombamico NON può essere un amico.

Il trombamico dev’essere uno che raccatti per la strada, tipo gatto, e al quale poi ti affezioni pure un pochino ma lungi da te farlo diventare un bel niente, men che meno un tuo amico.
Consideriamolo dunque un altro caso e troviamogli un altro nome, che ne so, l’idraulico della domenica.

Se ti confondi e pensi che quella cosa sia possibile finisci per fare un casino che al confronto Le iene è un film di Walt Disney.

Se tu, ventenne o quarantenne al passo coi tempi, pensi che sia possibile fare sesso con un amico/a, senza implicazioni che vadano al di là del puro godimento, stai firmando un modulo per il ricovero immediato.
Quando compi quello sbaglio non si torna più indietro.
È come ammazzare qualcuno, devi solo trovare il modo di sfuggire alla legge, ma resta il fatto che se non sei un mostro il senso di colpa di perseguiterà per sempre.
Il problema è che può succedere. Anche ai più risoluti.
Succede con leggerezza e stupidità, nella voglia di sentirsi invincibili e immortali; succede di solito la sera in cui un amico (da qui in poi invertite gli addendi e i generi a vostro piacimento), quello che conosci proprio bene bene, quello che le ore a parlare, quello che “ma certo che esiste l’amicizia tra uomo e donna, non c’è la minima attrazione tra di noi”, “figurati, non lo consiglierei neanche alla mia peggior nemica”, l’amico, si diceva, fa esattamente la cosa che non ha mai fatto e che mai avrebbe dovuto fare.
E tu magari ti senti sola, però sei forte delle tue posizioni: NO. Smettila. Ma cosa ti prende. Però poi pensi che la situazione è intrigante e che sei un’adulta e che vuoi dimostrare che puoi farlo senza coinvolgimenti. Voi in fondo siete diverse, ce la fate e soprattutto “uhm, ci sa fare”. È un attimo, ti distrai e sei fottuta.

Il giorno dopo ti senti come se avessi stuprato una scolaresca di tredicenni. Il problema è che la scolaresca sei tu. Non lo dovevi fare. Punto.
E adesso?

Adesso ne parlate, perché siete amici, ovvio. E, diversamente da tutti gli altri, è proprio lui che vuole parlare.
Perché ti stima, ti rispetta, ti vuole bene, vuole capire, vuole sapere.
E quello che ripetete tutti e due è “tutto a posto”. Lui magari butta pure lì un “la gestiamo, dovremmo farlo più spesso”.
E tu con un sorriso compiaciuto lo stai già spingendo dolcemente fuori dalla porta.

Poi però tiri una craniata contro lo stipite. Forte.

Perché presto vi dovrete risentire, perché siete amici, e tu non vuoi che quella cosa ricapiti, hai capito che non ti fa star bene, che qualcosa non torna e passerai tutto il tempo a interrogarti su come non mandare segnali fraintendibili e a come sfuggire a qualsiasi situazione equivoca e ovviamente te lo ritroverai nel letto di nuovo, perché quasi fai meno fatica, ma siccome siete amici, siete affiatati, siete che bello, la mattina lui ti sta abbracciando e sorridendo e tu vorresti solo spaccargli qualcosa in testa.

Così decidi, basta. Ma non lo comunichi. Non c’è bisogno di parlarne, siamo amici. Lo capirà. Basta non farlo.
Poi iniziano ad arrivare i messaggi. Mi rispondi, non mi rispondi, perché non mi rispondi. Ma allora lo vedi, allora non è più come prima.

No, cazzo, che non è più come prima.
Ma per me sì, ma se mi vuoi scopare, e che male c’è, c’è che io forse no c’è che non siamo più amici c’è che quando mi chiami penso “merda” e non “che figata”.

C’è che abbiamo sbagliato.

È inutile che ve la raccontiate. O avete la fortuna sfacciata di innamorarvi davvero, oppure uno dei due vorrà continuare e l’altro no. È provato. È statistica. E se siete dalla parte di quello che non vuole più vi sentirete come se vi avessero strappato tutti i denti. Fa un male cane e non era necessario. E, soprattutto, non siete in grado di parlare.

Quindi, per favore, non usate la parola trombamico e non confondetevi: con gli AMICI non si fa sesso e quelli con cui fate sesso sporadico non possono diventare “amici” a meno che all’improvviso non vi venga voglia di fare le cose che fanno gli amici insieme: parlare, confidarvi, andare al cinema, ai concerti, piangere se si è stanchi e tristi, stare su un divano in pigiama la domenica pomeriggio e ridere di una cosa stupida e piccola che capite solo voi. Con una differenza: che voi con quell’amico ci fate pure sesso e quindi, guarda un po’, alla fine, quella cosa, se funziona così bene per tutti e due, dovrete rassegnarvi a chiamarla amore.

Io ve lo auguro, ma intanto che succede, per favore, usate le persone e le parole con rispetto.
Ed evitatevi le cazzate.

3 pensieri su “Amici miei

  1. è uno a cui vuoi un bene dell’anima, con cui ti piace andare al cinema, parlare, ridere, discutere, fare sesso…ma non te lo accolleresti 24 ore su 24 manco morta e viceversa.
    Perchè un conto sono i difetti e i caratteri degli amici- dopo un po’ ognuno a casa sua- un conto sono i difetti di una persona con cui hai una relazione. Ci sono persone che pur adorabili e fichissime, non sono l’uomo della tua vita. Ci puoi star bene, gli puoi voler bene ma ad esempio non rinunceresti MAI ad un concerto che ti piace per stare con lui…se ami qualcuno sei disposta (nei limiti del possibile ovvio) a rinunciare a qualsiasi cosa…
    L’amicizia e l’amore anche se ci mettiamo il sesso su entrambe, sono due cose molto diverse!
    Nel frattempo, se si sta bene perchè no? Al cinema ci posso andare, sulle giostre ci posso andare…ma per il sesso devo o beccare uno sconosciuto o rimanere senza finchè non arriva l’uomo giusto?

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