Non aprite quella porta

Quand’è stata l’ultima volta che un uomo ha aperto una porta per voi? O vi ha fatto segno di passare prima di lui? Portiere della macchina? Non pervenute. Mai successo. O forse sì, non ricordo.

L’altro giorno parlando con un’amica è saltata fuori questa faccenda della porta. Io le stavo raccontando del fatto che, scendendo dalla metropolitana, mentre tutti si calpestavano per scendere per primi, ero rimasta immobile a far passare cani e porci, soprattutto porci (intesi come uomini che ormai ti darebbero una spallata pur di arrivare primi sulla scala mobile). In quel momento mi sono resa conto di quanto mi facessero schifo. Non è che una pretenda il galateo sempre, però, cazzo, neanche che mi lanci dall’altra parte del vagone per scendere.

Siccome lo so, resto ferma, faccio passare, rassegnata.
In quel momento ho percepito che accanto a me, nel flusso di quelli che raggiungevano l’uscita (cercando di buttare giù come birilli gli imbecilli che la bloccavano cercando di guadagnare l’entrata) qualcuno si era fermato. Un signore sui 70 anni, grasso, con la barba lunghissima e grigia, gli occhi un po’ annacquati dalla stanchezza e dall’alcol: un barbone.

Mi ha fatto cenno con la mano, io ho detto “grazie” lui ha detto “prego” e io sono passata. Volevo piangere.

Sono scesa odiando il genere umano più di quanto già non sia solita fare.

Insomma, raccontavo questa cosa e l’amica mi ha detto “figuriamoci, sai a questi cosa gliene frega? Hai mai conosciuto un uomo che ti tenesse la porta aperta? Io no. Un giorno voglio provare a piazzarmi di fianco alla portiera della macchina senza salire e vedere cosa succede, come minimo non richiama più perché sono pretenziosa”. Dobbiamo riconoscerlo: questi piuttosto ti lasciano centrifugare nelle porte rotanti degli alberghi, ma la buona usanza si è persa nella maggior parte dei casi.

Uno dei miei migliori amici lo fa. Ha origini siciliane. Credo che il fatto che sia stato abituato ad aprire la porta a una donna, o a farla passare per prima o a versarle l’acqua, sempre, oltre al fatto di essere un gran figo, sia quello che gli ha permesso di far cadere ai suoi piedi l’80% delle fanciulle con cui ha avuto a che fare.

Io ancora me la ricordo la prima volta che mi ha versato da bere.

C’è da dire, a sostegno della più bieca statistica geografica, che quando abitavo in Spagna nessuno dei miei amici, per non parlare del mio fidanzato, mi sono mai passati davanti o mi hanno mai fatto salire su una macchina senza prima aprirmi la portiera.

Qui… aspetta, aspetta che mi scappa da ridere.

Devo riconoscere che io sono sempre stata una di quelle donne che, avendo passato l’adolescenza in mezzo ai maschi e trattata al pari dagli stessi, non è avvezza a questo tipo di cortesie.

Sono sempre stata abbastanza cogliona da questo punto di vista: “Ma va’, ma cosa stai a venirmi a prendere! Ti raggiungo io in tram, sotto la neve, ci metto solo dodici ore, figurati se devi spostarti tu che hai il culo al caldo sulla macchina”.

Ecco, io sono scema così.

Poi quando uno mi versa l’acqua vedo Gesù Cristo.

Io mi faccio conquistare della buona educazione. In qualche modo l’educazione è sempre un segno di rispetto. Quando un uomo mi apre la porta o mi versa l’acqua o paga il conto, in culo a tutti i femminismi, io sento che mi sta dicendo “sei importante, mi prendo cura di te”.

Non c’è niente di più piacevole di sentire che a qualcuno importi.

Un uomo galante è già a metà dell’opera. Essere galanti mica vuol dire essere babbi di minchia. Tanto sulla scala mobile ci arriviamo tutti, cocco, solo che se tu ci sei arrivato passandomi sopra come se fossi una pelle d’orso, poi io ti guardo per quello che sei: uno sfigato.

La galanteria è bella ed è attraente. Conquista. Dà valore alle cose. Dà valore a noi. Per questo non dovremmo farne a meno. L’abbiamo lasciata andare, ora dovremmo pretenderla ancora.

La galanteria è sempre stata un elemento fondamentale nel gioco delle parti tra uomo e donna.
Dobbiamo recuperarla. Tutti.

Io basta, ho deciso che d’ora in poi prenderò in considerazione solo uomini beneducati. Gente che apre le porte. Gente che non ti lascia portare le cose pesanti da sola. Gente che ti fa sentire protetta.

Ho deciso che che solo i galanti meritano di venir ricompensati.

Insomma, tu aprimi la porta e io mi lascio sbattere contro un muro.

 

Qui un ripassino di buone maniere, per chi conosce l’inglese.

27 pensieri su “Non aprite quella porta

  1. Sono decisamente d’accordo. Però è un casino quando la porta si apre verso l’avanti. Tu la apri, ma per tenerla aperta devi rimanere un po’ in mezzo al passaggio, a meno di avere braccia lunghissime, e questo crea dell’imbranamento generale, altro che discreta disinvoltura.

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  2. La galanteria non è buona educazione. E’ galanteria. Retaggio di un epoca in cui l’uomo era il domino e la donna doveva essere una che in teoria non sapeva neanche aprire una porta, ma solo farsi scopare, fare figli e sorridere. Sorridere tanto.

    Poi siccome so che vi fa piacere essere trattate come handicappate allora lo faccio il galante con le ragazze che mi piacciono, ma non nascondo che la trovo una cosa abbastanza ridicola.

    Del resto la galanteria sta scomparendo proprio per questo: è una cosa così ridicola che se qualcuno fa il galante è un chiaro segno che ci sta provando, e non tutti amano scoprire le carte in questo modo. Solo in “amore” si può essere così ridicoli.

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    1. Il Galateo detta regole di buona educazione, più o meno condivisibili, liberi di aderirvi o meno, o liberi di aderire al detto: A tavola e a letto non si porta rispetto. Liberi di scegliere i vostri comportamenti, libere di scegliere quello che ci fa piacere. Galanterie, educazione, buona creanza; sarà che a noi donne sin dai tempi in cui dovevamo fare figli e sorridere tanto ma tanto, sono state insegnate come parte della dote che ognuna si sarebbe dovuta portare appresso, sarà che proprio per quello abbiamo fatto un pò di confusione e abbiamo iniziato a pagarci il conto e non solo, a sentirci libere nel non aspettarci inutili galanterie. E così non le abbiamo più pretese, e così quelle che sono e rimangono gentilezze, attenzioni e perchè no, un modo di dire mi piaci, mi occuperò di te.. ti addestrerò, non possono essere espressioni di ridicolo. Quando un uomo mette in atto galanterie, perchè ti considera un handicappata che ha deciso di conquistare, diventano ridicole in quanto non gli appartengono, e fino a lì ci arriviamo anche noi

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      1. Preferirei rivolgere altre gentilezze rispetto a quelle dettate dalle regoluccie della galanteria. Preferirei un altra immagine di donna rispetto a quella che è così pigra/senza forze/indifesa/non-indipendente da aver bisogno di qualcuno che entri per primo, gli apra la porta dei ristoranti, gli versi l’acqua nel bicchiere e gli paghi la cena.

        Perché se no il mio passaggio mentale successivo – e quello di molti uomini che vivevano nella “epoca della galanteria” – è quello di non portarvi rispetto, perché non lo meritate: “La donna è mobile/ qual piuma al vento/ muta d’accento / e di pensiero”.

        Il fatto è che la galanteria è una recita, e quindi è fatta in modo uguale – ed è, a mio parere, ridicola in modo uguale – che lo faccia uno “stronzo” o il vostro principe azzurro.

        In un certo senso quindi, per me, la galanteria è quasi un gesto di maleducazione, nonostante abbia fatto parte della mia educazione: Perché razionalmente non mi appartiene, perchè non esiste un buon motivo perché continui ad esistere se non quello di plagiarvi.

        Poi sono la persona più gentile del mondo con le persone a cui voglio bene, ma ciò non si nota certo dalla galanteria.

        Ma sarò io a pensarla in modo particolare e/o a farmi troppe pippe mentali. 🙂

        O magari a voi sotto-sotto piace essere trattate come cagnolini/bambine/esseri inferiori. 🙂

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      2. Certo che se uno pensa che ci basti QUESTO, allora proprio non ci siamo capiti.
        Sarebbe carino lo faceste, per galanteria e buona educazione. Fa piacere. Punto. Così come io mi alzo per far sedere un signore anziano in metro, cosa che non vedo più fare ai ragazzi tra i 20 e i 40 anni da molto tempo, indipendentemente dalla persona che hanno davanti (anziano, donna incinta, donna con passeggino, ragazzo con stampelle).
        Sono regole di buona educazione che abbiamo perso.
        Poi diciamocelo, se uno si scalda tanto è perché ha qualcosa da nascondere.
        Io è chiaro che generalizzo, se no non avrei mai una mazza da dire.
        So aprire una porta da sola, pagarmi il conto e pure il mutuo, fare traslochi e guidare per undici ore. Ciò nonostante, se uno fa un gesto di galanteria mi fa piacere.
        È un gesto di galanteria, punto.
        Non è che se uno mi apre la porta mi sento deficiente. E, se permetti, lascia che lo dica una donna.
        Messa come la metti tu sembra che frequenti solo femministe o cerebrolese.
        Non è una recita: ci sono persone a cui viene spontaneo e altre a cui no. Ecco, in tal caso risparmiatelo, tanto non ti verrebbe bene comunque.

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      3. Non mi sto scaldando, figurati, mi piace solo dire le cose senza giri di parole. 😉

        Se ti ha dato fastidio qualche parola che ho usato mi scuso.

        Continuo a non ritenere la galanteria buona educazione, ma qualcos’altro. E ho cercato di analizzare quel “qualcos’altro”. Anche perché se no voglio anche io che qualcuno mi apra la porta e sopratutto mi paghi la cena!

        Ma fa niente dai, fa niente.

        P.s: Io con gli anziani mi alzo sempre, per il semplice motivo che hanno bisogno del posto a sedere più di me. Ma ripeto, sono sicuramente strano io che vado dietro le norme di comportamento per vedere se hanno ragione di esistere. Sono un maschio, femminista e per giunta in ritardo di qualche decennio. 🙂

        P.s.2: Non ho mai scritto che vi basterebbe questo. Ho scritto quello che è il ragionamento mentale istintivo che mi scatta in testa. Ragionamento che scarto pensandoci meglio, ma il fatto che sia quello il passaggio mentale successivo non è un bene.

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      4. Forse è la parola galanteria che potremmo sostituire con gentilezza, cortesia, rispetto e quant’altro e ci troveremmo tutti d’accordo? Di quella parola mi piace pensare che le racchiuda tutte e di non pensarla in negativo. Certo, Se pensiamo le galanterie come una serie di regole, regole che dovrebbero essere di buone intenzioni è vero che potrebbero essere applicate come regole di falso rispetto e risultarne false smancerie. Ma Credo che certi gesti, gentilezze, attenzioni o galanterie che dir si voglia,fatti sinceramente,perchè ce lo sentiamo dentro, diventino il linguaggio delle nostre vere intenzioni.

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      5. Mi piace molto com’è fatto questo blog, che i commenti ai commenti si rimpiccioliscono fino praticamente a sparire, rendendo impossibile continuare a litigare, ché a inveire con una parola per riga non c’è gusto.
        Detto questo, e rivolto al buon G. Drogo: secondo me la galanteria è bella proprio perché non è razionale.

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  3. Non vorrei scombinare le tue convinzioni geografiche ma io sono di Como e ho sempre aperto le porte, pagato il ristorante, non ho mai nemmeno concepito di non passare a prendere una signora (una volta ho fatto como-milano-como-milano-como in una sera per portare a cena sul lago una milanese), e quando convivevo ho fatto un trasloco da solo. E tutto con grande piacere. Il mio problema piuttosto è che dopo qualche tempo le signore in questione, assuefatte, non riconoscevano più il valore di queste attenzioni, dandole per scontate. Beh, oddio, capisco che se quello che vuoi da me è un figlio non puoi accontentarti che ti apra la porta.
    @barnako: se la porta si apre verso l’interno si entra per primi e poi la si tiene aperta

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  4. La galanteria, per quanto mi riguarda, è una forma d’eleganza, e quindi comprendo che non possa appartenere a tutti, e proprio in base a questo scelgo chi frequentare.
    Nessuna donna ha bisogno che le si apra la porta o le si versi dell’acqua, è scontato che siamo capaci di farlo da sole…
    Spaventoso pensare che si scambi la galanteria per qualcosa che rende le donne handicappate.
    Spaventoso anche pensare che qualcuno sia gentile solo con le persone a cui vuole bene…
    Inoltre, mi chiedo: un uomo che non è capace di compiere quei piccoli gesti galanti, che in fondo non richiedono un grande sforzo, cosa mai sarà capace di dare poi?

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    1. Ok ok, mi accorgo di aver scritto in modo troppo provocatorio.

      Giusto una veloce risposta per auto-difesa: La galanteria non rende la donne handicappate, ma tratta le donne da handicappate. Mi sembra una cosa abbastanza innegabile. Se al posto di “handicappate” scrivevo “principessa di una corte del ‘700” nessuna si offendeva, ma volevo rendere ben chiaro il concetto e…sì, smuovere un po’ le acque. 🙂

      Con le persone che non conosco credo (cerco) di essere educato, non gentile, è diverso.

      Sull’ultima frase non rispondo, è un salto logico un po’ troppo azzardato, ma so che in certe cose la logica deve un po’ andare a farsi benedire.

      Saluti

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  5. @69giri: Mi ero perso una parte…. Non può essere naturale fare il perfetto galante per uno della generazione tra i 20 e i 30-35 anni. O comunque molto difficilmente. Per una serie di ragioni che non stiamo qui a ripetere, riassumibili nel fatto che “non è più usanza”.

    Quindi chi fa il galante sta bluffando. Per una serie di ragioni: molti lo fanno pensando tra sè e sè quanto sono bravi a plagiarvi, “quanto sono un bravo cacciatore”; altri magari perché ritengono sia un piccolo gesto che non costa niente; altri perchè vogliono mostrarsi gentili ed educati. Ma stiamo recitando la parte, questa è la realtà. Chi sforzandosi di più e chi in modo più naturale, ma si sta recitando. E la recitazione ha sempre un fine. Te lo dico da uomo, o sedicente tale. 🙂

    Lo so che magari è più bello pensare – consciamente o incosciamente – che la galanteria dimostri anche una gentilezza di fondo, ma non è così. Ma neanche generalizzando proprio.

    Poi certo, si può sempre apprezzare il semplice fatto che qualcuno si sforzi a recitare per voi.

    P.s: Non ti preoccupare che a recitazione non sono messo così male. 🙂

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    1. Va be’, dai, facciamo così e non se ne parli più: voi iniziate a recitare l’apertura della porta e noi smettiamo di recitare l’orgasmo, ok? (sì, è una battuta)

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  6. Cara Drogo,

    l’uomo con cui sto (classe 1979) mi ha conquistata prima di tutto con la sua galanteria,
    e a distanza di sei anni lo è ancora.
    Credo proprio che sia insita in lui, a questo punto.
    Anche perché oltre a non lasciarmi trattare da handicappata da qualcuno,
    riesco anche a non farmi prendere per il culo,
    che poi trovo difficile che qualcuno lo possa fare per sei lunghi anni.
    Quindi continuo a credere che, a parte quelli che la pensano come te,
    esistono ancora veri uomini galanti;)

    A.

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  7. Ridacchio tra me e me immaginando chi si nasconda dietro a quel nome: Drogo.
    D’istinto prende forma nella mia mente un omone alto, forte, con barba lunga e l’animo gentile ma è subito chiaro che quella è l’immagine di mio nonno. Ecco, non ci siamo. Ho preso un granchio. Il Drogo che imperversa su questo post credo abbia mani piccole, poca barba ( perchè affetto da alopecia areata) e un forte senso di inedeguatezza nei confronti delle donne. Le stesse che ama chiamare handicappate. Chiariamo subito una cosa: da donna intelligente non mi sento affatto ferita nell’essere paragonata ad una donna handicappata, visto e considerato che una donna in quelle condizioni riuscirebbe, comunque, a fare due o più cose contemporaneamente (e indovina? Anche a pensare. Assurdo, eh?). Motivo per cui, femminismo a parte, trovo di cattivo auspicio il detto ” Auguri e figli maschi”, il che equivale a dire ” Un altro coglione che pensa ad una cosa al giorno”. Ma si sa, i figli so’ piezz ‘e core, e non ci resta che accettarli. Ora: qual’è il problema Drogo? Chi ti ha infranto il cuore? Quella lì a cui quel giorno avevi aperto lo sportello e versato l’acqua? O quell’altra, la figlia dell’amica di tua mamma, quando da piccini a nascondino ti ha sgamato subito facendoti sentire un cretino? Lascia stare, dimentica e va’ avanti. Il punto non è dover aprire o meno lo sportello, versare l’acqua e neanche alzarsi per far sedere una donna o un’anziano. Il punto, semmai, è che nonostante tutto vorremmo darvi la possibilità di riscattarvi, di recuperare quelle buone maniere che un tempo conferivano il titolo di “Cavaliere”. Noi donne, negli anni, vi abbiamo derubato di molti ruoli ma qualcosina è rimasta lì, ad aspettarvi, perchè vi appartiene. Non vi costa un cazzo e ne va della vostra autostima. Perchè, si sa, quando un uomo fa il galante, lo fa principalmente per pavoneggiarsi e sentirsi il Numero Uno.. Drogo, sei ancora in tempo per prenderti la rivincita verso quella stronza che ti ha fatto sentire un cretino. Cercala, va’ da lei, aprile il portone e sbattila al muro.

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    1. Non hai capito niente di quello che ho scritto, ma ok, non voglio sembrare più logorroico di quel che già sono.

      Mi piace comunque vedere come colpite – forse, non lo so – su un tasto controverso e a volte dolente molte donne reagiscano con un isterismo e un sarcasmo immotivato. L’ho trovata sempre una caratteristica divertente.

      P.s: G. Drogo sta per Giovanni Drogo, un personaggio letterario.

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  8. Hai colto nel segno, caro Drogo. Mi diverte molto aver a che fare con personaggi come te. Credo che tu non abbia la minima idea di ciò che volevi dire ma poco importa. Il messaggio “nessuna mi si fila, quindi fanculo le buone maniere” è arrivato. La mia era solo una dritta, poi per quanto mi riguarda puoi continuare a rimanere nascosto a vita dietro al cespuglio pur di non farti sgamare. Isterica io? Oggi no ma la piccolezza di certi discorsi mi irrita non poco. Mia nonna (abruzzese) diceva: ” Facc’ prima a fa’ ca’ cummannà” ( letteralemente: faccio prima a fare una cosa che a chiederla). Era chiaramente rivolta ad un uomo.

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    1. Ti meriti questo capolavoro di burinismo:

      Detto questo comincio a pensare che tu sia un troll. Quindi, come diceva sempre la mia nonna tagika: ciao e tante belle cose. 😉

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      1. Felice di aver colpito nel segno..:) Spero tu riesca, prima o poi,a trovare qualcuna che sappia accontentarsi e che ti faccia il piacere di accompagnarti nella vita.
        Se non dovesse capitare ripeti sempre: “Chi è causa del suo male pianga se stesso”. Detto ciò..auguri e figli maschi!

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  9. faccio capolino in questa animata discussione solo per fare delle osservazioni lucide, serene e ‘geografiche’, magari serve a dirimere un po’ il vespaio che sempre si solleva quando si parla di ‘galanteria’, e mi scuso se prendo spazio. premesso che potremmo anche fare a meno di quest’ultima se soltanto molti uomini mantenessero un normale livello di educazione e gentilezza, in realtà in molti paesi i comportamenti galanti sono semplicemente indice di CIVILTA’. a questo punto tengo molto. si può decidere di conformarcisi o no, ma tendenzialmente uno che non si comporta come ci si aspetta dal suo ruolo è considerato incivile.
    quindi partiamo da qui. io vivo da un anno in Francia e qui ci sono regole non scritte ferree di convivenza civile che sono uno spartiacque sociale in base al quale si delinea da che parte stai. non è come appari, come ti vesti a far capire chi sei ma come ti comporti. questo indipendentemente dall’età e dal sesso. si saluta il conducente quando si sale sull’autobus, si tiene aperto il cancello dei gates della metro per chi sta dietro di te, si cede il posto sui mezzi pubblici a chi ha bisogno e generalmente alle donne. io abito in periferia, in una zona molto mista ma mi rendo conto che chi non ha questi comportamenti viene individuato subito come un parvenu (e spesso criticato apertamente). e per capire cosa si intende per galanteria non insulsa io vorrei citare un episodio che mi è capitato di osservare un paio di volte in treno: è successo che in presenza di persona chiaramente alterata che dava in escandescenze, alcuni viaggiatori, maschi, si siano alzati e si siano posizionati di fronte a questa persona, tranquillamente, senza neanche sfiorarla, con gentilezza, solo per garantire una discesa sicura per le donne e i minori che si trovavano davanti alla porta. ecco, questo gesto di protezione e di rispetto verso terzi, verso delle donne, io lo rubrico nella galanteria, quella vera, profonda.
    in Italia sempre più uomini semplicemente non sono CAPACI di trattare le donne con rispetto, altro che dire che la galanteria è indice di falsità e la si usa per scopi seduttivi. dovrebbe invece far parte dell’istinto maschile. devo dire anche che nella mia città natale, Napoli, se un uomo non riaccompagna a casa una donna sola e non le apre la portiera viene semplicemente considerato, appunto, incivile. spero sia chiaro, l’invasione di spazio credo sia giustificata..

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