Risveglio

Guardate tutti la partita e io mi annoio. Mi sono risvegliata da un sonno di quelli in cui crolli come quando sei bambina, solo che non era un sonno naturale, ma quello drogato dal miorilassante.
Porca puttana, che botta.
Mi sono addormentata da seduta, con il computer sulle gambe, il tempo di scivolare lungo il divano e togliermi il maledetto collarino e il gatto si era già fatto spazio nell’unico disponibile tra il mio corpo e il bracciolo.
Mi mette una zampa addosso come a fermarmi, come se sapesse.

Il sonno in cui scivoli a causa dei medicinali, tu che non dormi al pomeriggio mai, è un sonno diverso dagli altri. Non puoi combatterlo ed è realmente ristoratore. Quando ti svegli perché stanno trapanando tutta la via e ti trema la casa (cosa che ti dà la certezza definitiva, se prima non ce l’avevi, che il palazzo è destinato a cadere in caso di terremoto) ti senti come se non sapessi bene chi sei. E cosa devi fare.
Ti trascini a letto, parli con qualche amico. Ti svegli piano.
Ti fanno male anche i gomiti. È normale, ormai lo sai e passerà.
Passerà tutto, pure questi europei che tanto fanno gridare quelli qua fuori e che tu non guardi perché proprio non ce la fai (anche se lo sai che è divertente) a divertirti dopo che hai visto le foto delle carcasse di animali buttate nei bidoni. E il sangue e i cuccioli.
Niente europei.
Ho sonno e mi fa male anche scrivere.
Sono triste della malinconia che ti assale il giorno dopo.
Il giorno dopo un incidente, il giorno dopo quello in cui hai capito che non c’è più niente da dire. Né t’interessa.

Ho pensato di farvi vedere le opere di questo pittore, Serge Marshennikov.
Quando ero piccola passavo le ore a sfogliare i libri dei paesaggisti e dei realisti inglesi. Da grande li avrei detestati.
Questo tipo russo però mi ha colpito. Dipinge donne, giovanissime, abbandonate nel sonno, mezze nude, cariche di di quell’erotismo tanto amato da un filone di pornografia che prevede che giovani ignare vengano destate nel sonno da irresistibili maschi.
Già, perché nei porno gli uomini sono sempre irresistibili (e non mi riferisco all’estetica). Non c’è donna che non ceda, davanti al loro fascino. Forse questo, questa certezza inverosimile, più che la visione di un pompino, rende agli occhi degli uomini il porno eccitante.
Non ci avevo mai riflettuto.

Ma oggi mi sdraio sul divano senza avere la forza di riflettere su niente. Come se le cose mi passassero attraverso chiarissime, cariche di quella malinconia (me lo avevano detto) che ti prende dopo che ti sei salvata la vita.
Non sei felice, sei anzi un po’ triste. Rassegnata. Un po’ sorpresa. Un po’ che non sai dove stare. Un po’ che non hai voglia, come se niente fosse importante.

Un po’ che se qualcuno pretende la tua attenzione, quando tu non hai più intenzione di dargliela, neanche ti importa che provi a farti passare per quella che getta la spugna quando la verità è che nessuno l’avrebbe raccolta. Negli anni ho imparato molte cose, ad esempio che non mi interessa il narcisismo di chi vuole sempre uscirne bene. Sono disposta a uscirne male io, pur di non restarci dentro.

E adesso lasciatemi dormire in pace.

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