Dei mille significati del verbo infilzare

Se fossi ancora una bambina mi sarei già infilata una camicia da notte di mia madre, fatta delle lunghe e piccolissime trecce che avrei fissato dietro la nuca e agghindata con bracciali e gioielli, poi avrei preso a passeggiare con fare fiero per i corridoi di casa al grido di “dove sono i miei draghi?”
Sì, sto guardando Game of Thrones.
Meglio, ho ripreso a guardare Game of Thrones. Di più: ho ripreso ieri da dove l’avevo lasciato (la quarta puntata della prima serie) e ho finito adesso di guardare tutto Game of Thrones. Che poi non si dica che solo Daenerys è una determinata.

Dicevo, indiscutibilmente Daenerys ha tutto quello che può piacere alle bambine appassionate di favole: è bella, forte, giusta e coraggiosa. In più è una principessa per diritto di nascita, il che significa che, per quante vicissitudini potrà attraversare e pezzi di merda incontrare, alla fine le sarà destinato un regno. Un regno che di certo saprà gestire, amata e rispettata. È la morale delle favole, di solito finiscono bene, i migliori trionfano.
Su quello contano le ragazzine.
Ecco, non ho l’assoluta certezza che Game of Thrones ci toglierà questa soddisfazione. Anzi, porta via buona parte dei migliori quasi subito per abituarci al fatto che ormai siamo grandi e dobbiamo fare i conti con quanto è dura la vita e impietosa la morte.

È giusto. Da adulti, in effetti, ci si augura che i colpi di scena siano altri. Che la sceneggiatura lasci a bocca aperta e che non rispetti troppo le principesse, anzi, che mantenga vive le Cersei, le regine cattive, ben più affascinanti e cariche di sorprese.

Ma resta il fatto che dispiace un po’ non avere più l’età per giocare a fare le Daenerys o le Arya.
Credere ancora nelle piccole Lady Oscar in erba che combattono per i loro diritti mentre le altre spostano quintali di abiti in velluto, sposate a uomini che non amano, tradite dalla loro stessa necessità di essere donne. Brave mogli, brave madri. Indurite dalla vita. Stronze, parecchio.

Meglio allora la donna rossa delle montagne, quella che, astuta, cerca invano di convincere l’illibato fedele al giuramento Jon Snow a concedersi carnalmente.
La scena della notte in mezzo alla neve (non spoilero, tranquilli) è perfetta.
“Mi hai puntato un coltello addosso durante la notte?” sarà una battuta del cazzo, una rivisitazione, un plagio ma, vista la tensione sessuale che si crea tra i due, resta una delle migliori battute della stagione (tolto l’intero repertorio di Tyrion, ovviamente).

Tornando all’immedesimazione, diciamo che in ogni caso risulterebbe difficile per una bambina giocare a fare Daenerys, posto che una bambina non dovrebbe guardare una serie in cui ci sono molte cose alle quali faticano ad abituarsi anche gli adulti. Ad esempio a veder mozzare teste e tagliare arti, maciullare crani, infilzare petti. Tutto senza lasciare grande spazio all’immaginazione.
L’altra cosa a cui non dovrebbe essere esposta e alla quale pure da grandi tocca fare l’abitudine è a vedere la gente scopare. Parecchio. Tanto. Sempre.

Ieri, nella prima parte della mia maratona, ho commentato con un’amica l’entità degli interventi scopatori nella trama della serie.
“Eh, lo so, scopano per scopare”, mi ha risposto. Mai definizione fu più perfetta.
D’altra parte non possiamo usare altri termini. Proprio no.
È quello che fanno. Con parecchia voglia. Con carne nuda e vesti strappate, abiti che si lasciano cadere dalle spalle e mostrano corpi scoperti e pronti all’uso. Questi scopano.
Di brutto.
Stiamo parlando del mondo prima del mondo. Di saghe fantasy-medioevali (ho detto saghe).
Immaginate cosa può succedere. Stupri, incesti, nani e puttane.
Quando ci si infila l’amore, infatti, è tutto di una noia mortale.

Insomma, tutta questa tiritera per dirvi che l’effetto esaltante che ha la serie, non potendo uscire di casa con i capelli biondo platino e sussurrare a qualcuno “Shekh ma shieraki anni”, alla quinta puntata si trasforma in un “ebbbasta, ma questi scopano sempre!”.
E non è che una sbotti perché è moralista. No, no, sbotta perché l’istinto è quello di uscire di casa e darla al prestinaio.
Insomma Game of Thrones fa bene.
Guardatelo in coppia, se potete.
E provate, poi, a non mettervi le mani ovunque, se potete.
Insomma, mettetevele.

4 pensieri su “Dei mille significati del verbo infilzare

  1. Nel telefilm, per forza di cosa, rimane una certa “patinatura” sulle scene di sesso.

    Nei libri invece il sesso è ancora più crudo: è animale, primordiale, sporco. Sembra una variabile impazzita all’interno di un mondo che tenta invano di riprendere il controllo di sé stesso. Tant’è che se ben ricordo la scena di sesso tra “la coppietta pulita dei buoni sentimenti” (spero che ci siamo capiti, per non spoilerare) è lasciata intendere e non descritta in prima persona al contrario di tutte le altre.

    Detto questo stima infinita per Tyrion e ti consiglio di leggere i libri. 🙂

    P.s: Doppiaggio italiano o sottotitoli?

    "Mi piace"

  2. Nel telefilm, per forza di cosa, rimane una certa “patinatura” sulle scene di sesso.

    Nei libri invece il sesso è ancora più crudo: è animale, primordiale, sporco. Sembra una variabile impazzita all’interno di un mondo che tenta invano di riprendere il controllo di sé stesso. Tant’è che se ben ricordo la scena di sesso tra “la coppietta pulita dei buoni sentimenti” (spero che ci siamo capiti, per non spoilerare) è lasciata intendere e non descritta in prima persona al contrario di tutte le altre.

    Detto questo stima infinita per Tyrion e ti consiglio di leggere i libri. 🙂

    P.s: Doppiaggio italiano o sottotitoli?

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