Ma tu guarda

Stasera mi trovo a riflettere sul verbo “spiazzare”. Funziona sempre, perché in pochi sono capaci. Non è mica facile spiazzare le persone.
Un compagno di classe della mia migliore amica prese 9 in un tema su Alessandro Magno perché scrisse “a me della vita di Alessandro Magno non frega un cazzo”. Ok, erano altri tempi e si parla di professori che hanno vinto Sanremo e di gente che poi della vita di Alessandro Magno invece sapeva tutto però, insomma, ci vuole una certa dose d’intraprendenza.

Dalla Treccani:

Nello sport, in vari giochi con il pallone o con la palla (calcio, tennis, ecc.), indurre l’avversario, in genere con una finta, a spostarsi dalla posizione più favorevole per il suo gioco.

Fig. Fare in modo che altri, di cui si è rivali o concorrenti in relazione al raggiungimento di un determinato scopo, venga a trovarsi in una posizione di inferiorità, neutralizzandone, per lo più con l’astuzia, la possibilità di azione.

Non è mica facile spiazzare gli altri, ed è questo il motivo per cui è un meccanismo che funziona sempre. Come quando ti senti responsabile di un errore gigante, di quelli che mandano all’aria tutto, e l’altro ti perdona. Quando ti aspetti che qualcuno faccia qualcosa e invece fa il contrario. E allora ti fermi a pensare “ma tu guarda, pensa un po’. Cos’è successo?” Non si sa.
È come quando ti sorprende un temporale. Torni a casa e tocca asciugarti. È il colpo di scena in un film di cui pensavi di aver capito tutto. Un complimento inatteso. Una sfiga epocale. Una sparizione improvvisa. È un gesto di profonda amicizia da parte di una persona da cui non ti aspettavi nulla. Ed è proprio lì che sta la differenza, tra quello che ti aspetti e quello che non capisci bene. Però per esperienza stai lì, osservi e provi a vedere dove va a parare, e all’improvviso succede qualcosa di inaspettato che cambia le carte in tavola. Meglio, te le fa vedere.

La mia prima reazione di fronte a qualcuno che riesce a spiazzarmi è un sorriso di benevolenza. Di mezza soddisfazione. Nel gioco delle parti, qualsiasi esse siano, l’altro ha segnato un punto. Come quando un bambino dice una frase improbabile e matura nel bel mezzo di una sgridata. Tutti fermi. Ha vinto lui. E voi non potete neppure fargli vedere il vostro sorrisetto sorpreso per non fargli capire che, sì, vi ha spiazzato.

Funziona con gli irriducibili, quelli che tu no no no e loro sì sì sì, avanti a dire il contrario di quello che dici tu, a dire “tanto prima o poi”, fino a quando, nell’affermazione più improbabile, vi strappano quel maledetto sorriso: è lì che, non seguendo le regole, le vostre regole, a un certo punto vi hanno dato uno spintone e vi siete ritrovati non fuori, ma dentro al campo.

Ci sono quelli che per tutta la vita avete pensato fossero in un modo, e poi all’improvviso ne sparano una talmente grande che è come se Bertinotti dicesse che ha sempre votato Berlusconi. Vien voglia di mandarli a cagare, ma voglio vedere se non ne parlate poi per un mese.

Pensare. Quelli che spiazzano di natura (sì, perché è un talento che non s’impara, è indole) non è che debbano fare grandi imprese, atrocità, romanticismi, semplicemente compiono un gesto, dicono una parola, la sparano grossissima e sincera. E voi vi ritrovate a pensare.
Che vi piaccia o no, che vi piacciano o no, dovrete comunque ringraziarli. Perché quel momento sospeso in cui il cervello va in pausa è come la scossa che prendete quando toccate qualcuno d’inverno: ci sono periodi in cui capita di continuo e altri in cui non capita mai. E quando non capita non vi ricordate più che è possibile. Che non sono tutti uguali e che i percorsi non sono lineari. E che quando siete sul punto di convincervi che avete capito quasi tutto, quando la vita va avanti così come deve andare, è un vero regalo che qualcuno vi permetta, volenti o nolenti, di fermarvi un secondo a riflettere. Fosse anche per rendervi conto un po’ scocciati del fatto che vi troviate di fronte a qualcosa d’insolito, inadeguato, folle, che vi trova in disaccordo. Però vi fermate, un secondo. Ma tu guarda.

Poi ci sono gli spiazzatori violenti. Quelli che voi state parlando di una cosa e ve ne tirano fuori un’altra che vi riguarda. Magari privata. Quasi sempre privata. Anche quel gioco sporco sembra valere. Voi vi bloccate, restate lì a pensare. Perché magari fa male, parecchio male. Però non pensate, come crede lo spiazzatore, a quello che è stato detto, ma a come si possa giocare così basso e sporco e a come voi non vi possiate abbassare oltre. Infatti alzate la rete e lasciate il campo, aspettando che l’altro capisca che ci sono regole non scritte sulle quali si reggono i rapporti tra gli esseri umani.

Non ho mai sopportato le persone che feriscono gli altri volontariamente. Capirai, così siam capaci tutti.

A spiazzare si gioca sempre un po’ sporco, la differenza tra gli uni e gli altri –  tra quello che scrive idiozie in un tema scolastico e quello che vi dice che vostra moglie vi ha tradito perché non vi tira – è che i primi mettono in pericolo loro stessi e corrono un rischio, gli altri si proteggono dietro alla cattiveria e mettono in pericolo voi.

I primi sono coraggiosi, i secondi codardi.

Vedete voi con quali preferite giocare quando avete voglia di fermarvi a pensare.
E auguratevi che vi capiti ancora parecchie volte di dire a bassa voce “ma tu guarda”.

2 pensieri su “Ma tu guarda

  1. quanto è vero santiddio.
    che dall’ultima volta che sono stata spiazzata con cattiveria (e scienza e coscienza) non riesco più a condividere lo spazio e il dialogo con la persona in questione. anche perchè ciò che mi ha spiazzato non sono state delle verità prima non considerate ma la leggerezza e la sicumera con cui, davanti ad estranei, sono state affermate delle falsità, su di me (sul mio carattere, sul mio modo di esistere).
    che a farmi spiazzare col sorriso son sempre ben disposta e, anzi, non vedo l’ora.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...