Diario di un apparecchio

Quand’ero piccola, per motivi economici, mia madre decise di non mettermi l’apparecchio, rassicurata dal fatto che non avrei avuto particolari problemi estetici.

Certo, il fatto che potessi averne di funzionali non la preoccupò, o forse sì, ma al tempo sembrava andare tutto bene comunque, quindi eccomi lì, con i miei palettoni simpatici correre a grandi falcate verso l’età adulta.

La prima volta che mi feci prendere dal complesso dei denti fu al liceo quando, manifestando l’odio verso il mio naso a una compagna, mi sentii rispondere “il naso? Ma tu non hai un brutto naso, io se fossi in te avrei il complesso dei denti”.

Sì, era una puttana.

I denti? Che diavolo avevano i miei denti?

Tornai a casa e mi misi di fronte allo specchio, sorrisi. Non vedevo nulla di strano. Così presi un altro specchio, quello tondo di mia madre, come avevo fatto mille altre volte per vedermi il profilo che odiavo, e per la prima volta osservai i miei denti. Sporgevano leggermente in avanti. Era così terribile?

Ne parlai credo con chiunque e tutti minimizzarono: stai benissimo così.

Andai da un dentista, anche lui mi disse di lasciar perdere, ormai a 18anni ero troppo vecchia per mettermi l’apparecchio. C’era gente messa molto peggio di me. Ero una bella ragazza, pacca sulla spalla e via.

Ma a me il tarlo un po’ rimase.

Cambiai dentista verso i vent’anni. Questa volta fu lui a dirmi che avrei dovuto fare ortodonzia. Non per l’estetica, ma perché l’overjet (lo chiamò così, era avantissimo) impediva una corretta chiusura del morso.

Volevo essere “perfetta”, lo volevo fare.

Il mio fidanzato non voleva. Era il primo con cui avevo fatto l’amore, volete forse contraddire uno con cui fate sesso per mettervi una cosa in bocca che forse non vi farà fare sesso mai più? Ecco.

Poi ci lasciammo, io iniziai l’università. Tornai nel loop dell’apparecchio. Costava tantissimo, ma avrei trovato il modo.

A quel tempo io ero molto amica di un ragazzo che era stato innamoratissimo di me quando ero impegnata e di cui io m’innamorai quando finì per impegnarsi lui; solite storie, però diciamo, mi potevo fidare.
“No, l’apparecchio no, non saresti più tu”
“Ma che dici?”
“A me i tuoi denti piacciono, ti danno un’aria così… simpatica”

Simpatica. Come se non sapessi cosa intendo gli uomini quando dicono “simpatica”.
Poi la vita mi trascinò con sé, trasferimenti all’estero, soldi sì, soldi no. Fidanzati. Convivenze.
Cresci, superi i complessi. Tu diventi tu.

Però ogni tanto ci ripensi, perché ogni tanto ti guardi di profilo. Solo che quando sei fidanzata l’apparecchio non te lo vuoi mettere per paura che ti lascino, e quando sei sfidanzata non te lo vuoi mettere comunque perché temi che, proprio a causa sua, quella condizione si protrarrà all’infinito.

Insomma è una menata. Il tempo passa.

A un certo punto una delle mie migliori amiche mi dice “mi metto l’apparecchio”. E io, come se mi avesse detto “ho trovato un biglietto per Bangkok scontato dell’80%” ho esclamato “lo voglio mettere anch’io!”.
In quel periodo stavo con una persona sensata e intelligente a cui piacevo così e sarei piaciuta comunque. Uno intelligente, dicevo. Il dentista invece era scemo.

Mi disse che l’unica cosa che potevamo fare per sistemare il mio problema di malaocclusione era spaccare la mandibola. Avrei dovuto mettere un apparecchio speciale quando ero piccola, quando l’osso era mobile, ora era troppo tardi.

O forse no. Proviamo.

Abbiamo provato. Per due anni ho portato un apparecchio superiore notturno che portano solo i bambini sotto gli 8 anni. Io ne avevo 35. Il risultato fu che le palette si spostarono leggermente indietro e io imparai a chiudere correttamente il morso, facendo un piccolo sforzo sulla mandibola. Sostanzialemente qualcosa che potevo fare con un po’ di ginnastica. Quando ti stanchi di metterlo, tutto torna come prima.

A 37 anni il complesso lo hai comunque risolto da un po’ e non ti frega una mazza dei due denti che ti rendono simpatica, perché stanno simpatici anche a te. Però ti svegli con i dentoni conficcati nel labbro inferiore e inizi ad avere i primi acciacchi e scopri che molti di questi sono legati alla masticazione. E non è che puoi fare molto altro se non mandare il pensiero a quella volta in cui tua madre ha detto di no, e avrebbe detto di sì, se avesse potuto.

Tocca a te. E allora butti giù come birilli quelli che ti consigliano, quelli che ti dicono “Ma sei pazza?” “Perché non invisalign?” “Togliere dei denti sani?!”  “Ma per quanto tempo?”.

Te ne fotti e decidi che non ne parlerai più con nessuno. Ti vedranno arrivare con l’apparecchio e non romperanno più i coglioni. Parli con uno competente, ti caghi sotto, fai quello che devi fare e spendi quello che devi spendere e la smetti di imparanoiarti sul “resterò single da qui ai prossimi due anni”. Come se, da quando sei single, avessi trovato qualcuno che valesse la pena, senza apparecchio.

Allora, alla fine, mettiamola così: mi metto l’apparecchio per darmi una scusa plausibile sul disastro che è la mia vita sentimentale. Prendermi un periodo di ritiro spirituale. E farmi un regalo per quando arriverà la prossima decade. Invecchiare bene.

Ho 38 anni e il 2 di ottobre mi metto l’apparecchio.

E mi trovate qui per raccontarvi com’è.

22 pensieri su “Diario di un apparecchio

  1. Non farla così pesante però, il melodramma lascialo per qualcosa per la quale ne valga la pena. Capita più spesso di quel che pensi e anche chi aveva denti perfetti da giovane poi col passare degli anni e il restringimento conseguente delle ossa si trova spesso nella condizione di dover fare qualche lavoro ortodontico. Io l’ho dovuto fare a 48 anni, dopo un anno ho già finito, tolto tutto e i miei denti adesso sono perfetti. Prima erano un strazio sotto e comunque si stavano aprendo tutti verso l’esterno.
    La prima settimana fa male ma non abbastanza per farti fare la dieta e poi lo farà per un giorno ogni volta che andrai mensilmente a fare il cambio dei tiranti o gli aggiustamenti del caso. Ti si incastrerà tutto fra i denti quando mangerai e passerai molto tempo a toglierti quel che rimane incastrato. Ma a parte questo non è un dramma e forse non merita proprio un blog tutto suo. In ogni caso spero che tu abbia scelto bene perché il risultato dipende quasi esclusivamente dalla precisione con la quale vengono incollati gli attacchi sui denti e ti assicuro non tutti hanno lo stesso livello di tolleranza per le imprecisioni. Ogni piccolo errore di posizionamento sostanzialmente si ripercuote sui tempi e se il tuo ortodonzista non è un precisetti finirà che ci metterai un annetto in più del previsto. Good luck.

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    1. Un dramma? Ti assicuro che se ne facessi un dramma non ci avrei scritto un blog. Tendo a tenere per me i drammi della vita, ma questo, come ho appena detto, voi non lo potete sapere.
      Scriverne mi diverte e forse servirà a qualcuno. Grazie per aver condiviso la tua esperienza, mi ricorderò di te mentre mi tolgo a fatica il cibo incastrato tra i denti.

      "Mi piace"

      1. Sei riuscita a rendere interessante anche questo argomento. Punto. Ma perchè cavolo non scrivi un libro? L’ultima persona a cui l’ho consigliato ha fatto uscire da poco il suo primo testo, con ottimi risultati. Fidati, ritagliati un pò di tempo e scrivi, ne vale la pena! Pensaci mentre ti togli i resti dei pavesini dai denti! 😉

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      2. Non scrivo un libro perché un libro lo han scritto tutti. E non credo di avere abbastanza fantasia per poterlo fare.
        Mi accontento di quando mi dite “perché non scrivi un libro?”.

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      3. Understand 😉 Allora ti do un’altra pompatina all’ego, ok? Ma perchè non scrivi un nlibro? 🙂 Ps: non serve la fantasia per scrivere un buon libro, credo che il primo ingrediente sia l’intelligenza, dote che a te non manca di certo. Pace!

        "Mi piace"

      4. Ok, dramma era per dire, anche se resto più o meno della mia idea. Comunque, aggiungo che per “fissare” il risultato ed evitare di dover rifare tutto da capo dopo qualche anno, dovrai, e per sempre, portare un apparecchio mobile notturno e/o sopportare un filo rigido incollato dietro la base degli incisivi, fra canino e canino. È invisibile dall’esterno ma ovviamente con la lingua ci sbatti contro continuamente e non so se mai mi ci abituerò, per ora mi da abbastanza fastidio.
        Dato che evidentemente il mio ortodontista ha paura che le cose peggiorino di nuovo, per aggravarmi la dose mi consegnerà la prossima settimana anche qualcosa che dovrò mettermi di notte. Spero non sia insopportabile. Non so, ti farò sapere.

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  2. Un dramma? Ti assicuro che se ne facessi un dramma non ci avrei scritto un blog. Tendo a tenere per me i drammi della vita, ma questo, come ho appena detto, voi non lo potete sapere.
    Scriverne mi diverte e forse servirà a qualcuno. Grazie per aver condiviso la tua esperienza, mi ricorderò di te mentre mi tolgo a fatica il cibo incastrato tra i denti.

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    1. Sei riuscita a rendere interessante anche questo argomento. Punto. Ma perchè cavolo non scrivi un libro? L’ultima persona a cui l’ho consigliato ha fatto uscire da poco il suo primo testo, con ottimi risultati. Fidati, ritagliati un pò di tempo e scrivi, ne vale la pena! Pensaci mentre ti togli i resti dei pavesini dai denti! 😉

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      1. Non scrivo un libro perché un libro lo han scritto tutti. E non credo di avere abbastanza fantasia per poterlo fare.
        Mi accontento di quando mi dite “perché non scrivi un libro?”.

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      2. Understand 😉 Allora ti do un’altra pompatina all’ego, ok? Ma perchè non scrivi un nlibro? 🙂 Ps: non serve la fantasia per scrivere un buon libro, credo che il primo ingrediente sia l’intelligenza, dote che a te non manca di certo. Pace!

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    2. Ok, dramma era per dire, anche se resto più o meno della mia idea. Comunque, aggiungo che per “fissare” il risultato ed evitare di dover rifare tutto da capo dopo qualche anno, dovrai, e per sempre, portare un apparecchio mobile notturno e/o sopportare un filo rigido incollato dietro la base degli incisivi, fra canino e canino. È invisibile dall’esterno ma ovviamente con la lingua ci sbatti contro continuamente e non so se mai mi ci abituerò, per ora mi da abbastanza fastidio.
      Dato che evidentemente il mio ortodontista ha paura che le cose peggiorino di nuovo, per aggravarmi la dose mi consegnerà la prossima settimana anche qualcosa che dovrò mettermi di notte. Spero non sia insopportabile. Non so, ti farò sapere.

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  3. se tutto va bene lo metto pure io, ma non sono abbastanza brillante da scriverne un blog. quindi seguirò con piacere il tuo. ma prima del 2 ottobre ti porto una montagna di liquirizie (in fondo ho perso un dente a causa delle liquirizie di fronte a te)

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  4. se tutto va bene lo metto pure io, ma non sono abbastanza brillante da scriverne un blog. quindi seguirò con piacere il tuo. ma prima del 2 ottobre ti porto una montagna di liquirizie (in fondo ho perso un dente a causa delle liquirizie di fronte a te)

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  5. Ho trovato interessante il tuo post ed ho letto il commento che ti suggeriva di scrivere un libro. Se può interessare ai lettori ho appena aperto un blog dove raccolgo passi tratti da libri di narrazioni odontoiatriche e, in gran parte, ortodontiche. Inoltre ci tengo a sottolineare che la mia più grande fonte sarà la saga della dottoressa Wrighting, sfortunatamente disoponibile solo in inglese e che vedere in parte tradotta nel mio blog.
    (http://aboccaaperta.wordpress.com)
    P.S.: se questo commento può apparire fuoriluogo, non farti scrupolo a rimuoverlo.

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  6. Ho trovato interessante il tuo post ed ho letto il commento che ti suggeriva di scrivere un libro. Se può interessare ai lettori ho appena aperto un blog dove raccolgo passi tratti da libri di narrazioni odontoiatriche e, in gran parte, ortodontiche. Inoltre ci tengo a sottolineare che la mia più grande fonte sarà la saga della dottoressa Wrighting, sfortunatamente disoponibile solo in inglese e che vedere in parte tradotta nel mio blog.
    (http://aboccaaperta.wordpress.com)
    P.S.: se questo commento può apparire fuoriluogo, non farti scrupolo a rimuoverlo.

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  7. Complimenti! Il diario è divertentissimo e moltp ben scritto! Ma poi sei riuscita a correggere definitivamente la deglutizione atipica? Ora riesci sempre a mettere bene la lingua? Mio figlio 13enne, con apparecchio fisso, si è stufato di stare sempre attento ad ingoiare bene ed ora è demotivato pur andando da una logopedista. Hai più avuto recidive? Grazie se mi voorai rispondere!

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    1. Ciao e scusa se rispondo solo ora!
      Non sono convinta di aver corretto la deglutizione, la percepisco sempre come uguale.
      Di certo mastico meglio. Unica cosa importantissima: quando tuo figlio finirà dovrà portare un bite. E dovrà farlo con rigore, tutte le notti. La contenzione è importante tanto come la fase precedente. Diversamente avrete buttato soldi, tempo, dolore. E il risultato non cambierà. Mi raccomando!

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