I bambini ci odiano

Come ho scritto qualche giorno fa altrove, il 2016, oltre a essere un anno maledetto, sarà anche quello in cui molti miei amici diventeranno genitori per la prima o la seconda volta, alcuni di questi per la prima volta in doppietta.

Quando dico molti, intendo proprio molti. Se ci mettiamo in mezzo anche i conoscenti superiamo ampiamente la dozzina di marmocchi.

E io in questi giorni mi scontro solo con bambini Satana. Urlanti, cattivi, maleducati, noiosi, insopportabili. Ok, siamo in Italia. È chiaramente colpa nostra.

L’altro giorno, mentre tornavo a casa, ho visto una mamma intorno alla cinquantina che si affannava dietro a suo figlio, un ragazzino adottato sugli 8 anni, che scendeva dal ponte in bicicletta mentre lei da dietro gli diceva senza troppo entusiasmo “Giuseppe, guarda che quando arrivi a casa non ti metti subito sull’iPad”. Ecco, io nello sguardo di quel bambino che neanche si è girato a guardarla, né ha aperto bocca per rispondere, ho visto un odio profondo, un muori puttana, in quelli della madre solo una resa stremata.

Poveraccia ho pensato mentre me ne andavo a casa stanca, ma con la mia bella spesa per due, con il vino giusto e tutto il resto.

I bambini ci detestano certamente da un certo punto della loro vita in poi, ovvero da quando smettono di essere morbidi e profumati, inconsapevoli, cuccioli, dolcissimi stronzetti che strappano sorrisi e ore di sonno, da lì insomma, da quando iniziano a diventare adulti. Da quando iniziano a diventare noi.

La settimana scorsa una famosa opinionista da web scriveva su Facebook: “È stato bello essere la mamma di un bambino per quasi 12 anni. Ora sono ufficialmente la mamma di un tizio a cui sto sul cazzo pure se dico “Guarda che bel sole oggi!”. Fortuna che non ho dato retta alla Lorenzin ed è figlio unico”.

Perché in queste settimane c’è stata anche questa: la campagna delirante sul #fertilityday che, se stiamo ben a guardare, a parte il prurito alle mani e lo schifo che ha evocato, mi sembra perfettamente in linea con quello che mi sta accadendo attorno: come diceva una mia amica, siete più fertili del Nilo.

Nonostante le premesse, non sono qui per parlare della Lorenzin, dei bambini, di chi li ha e di chi non li ha, e del perché non li ha. Credo che il motivo per cui uno ha o non ha figli non sia argomento di conversazione. È una faccenda privata che non deve riguardare nessuno.
Scrivo perché, in questo marasma di nascite, pigiamini, pance, pensieri e omissioni, un amico mio ha scritto una cosa proprio bella. E l’ha scritta mentre aspettava che nascessero le sue bambine.
No, non è quella roba lì.
No, non vi azzardate neanche a pensare che non vi serva leggerlo.
Per prima cosa perché Simone Tolomelli è Simone Tolomelli, e scrive benissimo. Secondo poi perché vi darà una visione completamente diversa delle cose. E si legge in un soffio.
Non dico altro. Lo scaricate qui.
La copertina fa cagare. Non è colpa sua.
Le figlie invece sì, ma sapranno come fargliela pagare.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...